“Dai diamanti non nasce niente” di Serena Dandini (2011)

Non il solito manuale sul giardinaggio: un bel saggio divulgativo, che racconta storie e segreti di questa passione condivisa nel tempo da personaggi tanto illustri quanto “insospettabili”.

Consigli di lettura: 5 romanzi che ho apprezzato nel 2013

Di una settantina di libri letti nel 2013, comprendendo saggi e fumetti, questi sono i cinque romanzi che più mi sono rimasti impressi. Se non riuscite a orientarvi tra classifiche di vendita, critiche letterarie e quarte di copertina, provo con questo post a fare come, quando lavoravo in libreria, un cliente mi chiedeva un consiglio: vi racconto le mie impressioni, da lettore a lettore.

Salone del Mobile 2012: Tom Dixon e MOST al Fuorisalone

Complice l’iniziativa di Tom Dixon al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano, tra i trend del Salone del Mobile 2012 vi era sicuramente una forte attenzione ai processi del design, quasi più che agli stessi prodotti: ai visitatori sono state mostrate l’ideazione e la manifattura industriale dell’oggetto, implicitamente invitandoli a controllare la produzione per giudicarne da sé la qualità.

Social Design | Il Padiglione USA alla Biennale di Venezia

Per la prima volta alla Biennale di Venezia, in ossequio al tema (‘Common Ground’) di questa edizione curata da David Chipperfield, il Padiglione degli Stati Uniti non presenta una rassegna di progetti differenti ma un’installazione collettiva, dedicata ai casi di design per lo spazio pubblico concepiti – da uno o più individui – in seno alle stesse comunità locali.

La Biennale: alla ricerca del ‘Common Ground’ perduto

Il tema ‘Common Ground’, scelto da David Chipperfield per la 13. Mostra Internazionale di Architettura de La Biennale di Venezia, ha conosciuto una notevole libertà d’interpretazione da parte degli autori partecipanti. Nella diversità, però, ricorrono visioni e modi operandi condivisi: in questa recensione ne ho individuati alcuni, a partire dal dialogo tra i progetti di Álvaro Siza e Eduardo Souto de Moura al Giardino delle Vergini

Un invito al ravvedimento, con minacce

Riporto qui l’ultimo paragrafo della “lettera di minacce” scritta da Giovan Battista Stiattesi a Cosimo Quorli intorno al 7 marzo 1612, così come l’ha definita e interamente trascritta Alexandra Lapierre in una nota al suo romanzo “Artemisia” (Mondadori, 1999): un brano che penso sia ancora capace di trasmettere tutta la rabbia del suo autore, grazie anche (o nonostante) lo stile iperbolico dell’epoca barocca, che trovo irresistibilmente “romana de Roma”.

“La lunga attesa dell’angelo” di Melania G. Mazzucco (2008)

Sin dalle prime pagine, alla lettura del romanzo storico scritto da Melania Mazzucco si è accompagnata una sensazione latente di disappunto. Come se la narrazione mancasse in fin dei conti di credibilità, a dispetto della “scrupolosa opera di ricostruzione storica e documentaria” tanto della Venezia di fine Cinquecento che della storia familiare di Jacopo Robusti, detto il Tintoretto. Il dubbio che mi viene da sollevare, in questa recensione, è se sia lecito – o, più semplicemente, utile – raccontare la vita di un pittore a prescindere dalle opere che ci ha lasciato: non costituiscono piuttosto la prima fonte a cui rifarsi?

“Da dove sto chiamando” di Raymond Carver (1988, prima trad. it. 1999)

A una lettura superficiale, lo stile letterario di Raymond Carver può essere interpretato come la risultante di un distacco intellettuale da parte dell’autore, in modo analogo a quanto accadeva nel Naturalismo. Eppure, focalizzando così strettamente l’attenzione sui drammi latenti dei suoi personaggi, che tenaci ingaggiano una lotta quotidiana per affermare il loro diritto all’esistenza a dispetto di ogni difficoltà, Carver trasmette il suo implicito attaccamento per l’umanità in quanto tale, con tutti i suoi limiti e le sue aspirazioni.

Anish Kapoor, “Dirty Corner” – Nell’angolo oscuro di noi stessi

Nelle intenzioni di Anish Kapoor, è lo spettatore a completare l’opera. Non solo a darle un senso: proprio un contenuto. L’affermazione è da interpretarsi alla lettera, se si vuole fare esperienza della seconda parte della sua mostra a Milano, all’interno della cosiddetta Cattedrale nella Fabbrica del Vapore. Dopo le riflessioni esistenziali ispirate dagli specchi e dai rossori materici alla Rotonda della Besana, la vista di Dirty Corner mi ha tolto il fiato.

Dall’Io all’altro: Tony Oursler in mostra al PAC di Milano

Il PAC – Padiglione di Arte Contemporanea di Milano ospita la prima grande retrospettiva dedicata in Italia ai lavori realizzati nell’ultimo decennio da Tony Oursler, ideatore delle cosiddette “sculture-screens”, per un affrancamento della videoarte dalla cornice dello schermo televisivo e il concretizzarsi delle sue potenzialità interattive.

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