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febbraio 2010

Berlino: ricucire la metropoli

Terminato il brano Ogni Capodanno è paese, che spero vi abbia sollazzato a sufficienza con il reportage delle mie disavventure da “turista per caso”, ecco ora le poche considerazioni (più fugaci impressioni che un pensiero sistematico) maturate in merito alla città. Non ai suoi abitanti: ho parlato più a lungo con gli edifici. Data la fallibilità delle mie conoscenze linguistiche, è una conversazione rimasta in sospeso, destinata a essre ripresa in un futuro non meglio precisato.

Ogni Capodanno è paese

Visto il successo della newsletter in tempo reale che trasmettevo ai miei più fedeli lettori via sms, per il pubblico sollazzo replico qui le mie sommamente ignoranti considerazioni in merito a Berlino, (im)maturate durante il breve soggiorno di Capodanno.

“La strada” di Cormac McCarthy (Einaudi)

La rivelazione finale della fragilità di ogni cosa. Vecchie e spinose questioni si erano risolte in tenebre e nulla. L’ultimo esemplare di una data cosa si porta con sè la categoria. Spegne la luce e scompare. Guardati intorno. Mai è un sacco di tempo. Ma il bambino la sapeva lunga. E sapeva che mai è l’assenza di qualsiasi tempo.

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