
Il mantello originale appartenne all’Imperatore Enrico II ed è tutt’ora una delle realizzazioni sartoriali più importanti per la capacità di sintetizzare, in un solo oggetto di raffinata fattezza, un’intero patrimonio di conoscenze sull’Europa medievale. Il programma iconografico riportato a ricamo sul tessuto è, difatti, simbolo della più antica concezione teocratica del potere imperiale, si credeva trasmesso al sovrano del Sacro Romano Impero per investitura divina. Come ha fatto ben notare la prof.ssa Salvarini in conferenza stampa, “l’Universo è letteralmente sulle spalle dell’Imperatore.”
La storica Renata Salvarini è co-curatrice della mostra “Matilde di Canossa, il Papato, l’Impero”, che verrà inaugurata a Mantova l’ultimo giorno di agosto. Con grande amarezza, lei ed il Comitato Scientifico avevano dovuto rassegnarsi all’idea che, per cause legate allo stato precario di conservazione, non sarebbe stato possibile esporre alla Casa del Mantegna il mantello originale. Nella primavera dell’anno scorso la prof.ssa Salvarini si trova a però a collaborare con la Banca di Legnano per la realizzazione di un’opera commemorativa. Viene così a conoscenza della dimensione tutta particolare del Palio che, come ricorda il Sindaco dott. Lorenzo Vitali presente alla conferenza, “non è solo la festa che si celebra l’ultima domenica di maggio”. La storica dell’arte resta affascinata dall’abilità, dimostrata dagli artigiani locali, nel ricostruire fedelmente i costumi medievali, con dovizia di particolari storici. Prende così forma il sogno (giudicato irrealizzabile) di realizzare una copia fedele del Mantello al Museo Diocesano di Bamberga, da esporre alla mostra di Mantova.
Giunti a questo punto, la parola spetta doverosamente al Collegio dei Capitani di Legnano. E’ questa l’istituzione che ha raccolto materialmente la sfida lanciata da Renata Salvarini e l’ha realizzata. Difatti, sono stati i membri del Collegio a mobilitarsi sul duplice fronte dell’indagine storica, a proposito del mantello originale (con tanto di traduzioni di testi tecnici dal tedesco e realizzazione di un dossier fotografico a Bamberga), e della ricerca di mercato per l’individuazione di aziende ed operatori sul territorio che potessero ricostruire il mantello. L’opera di ricostruzione ha impegnato numerose risorse tecniche ed umane, basti pensare che il solo lavoro di ricamo ha preso tre mesi di lavoro ininterrotto a partire da maggio.
Il risultato finale, però, non può che costituire un motivo d’orgoglio per la cittadinanza. L’opera si è difatti guadagnata l’avvallo della Sovrintendenza di Monaco di Baviera, cui spetta la conservazione del mantello originale a Bamberga, per l’elevata fedeltà della ricostruzione. La collezione d’arte della Banca di Legnano si arricchisce quindi di un pezzo di grande valore, che tornerà patrimonio locale non appena verrà conclusa la mostra di Mantova. Legnano ne risulterà doppiamente avvantaggiata, dal momento che il Collegio dei Capitani ha fatto prodorre un secondo esemplare del mantello, leggermente modificato, che potrà sfilare in occasione del Palio, iscrivendo nella collezione dei costumi un altro pezzo di storia.


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