
All’interno dell’Ostrogski Palace, il complesso storico originariamente edificato nel 1600, è stato condotto un intervento volto a valorizzare ciascun ambiente, senza alterarne la portata storica. I sistemi espositivi sono dunque indipendenti dalle pareti, autoportanti, e vanno a inserirsi nel contesto in modo non invasivo.

Nel complesso, l’istituzione si qualifica come un museo aperto, che lascia al visitatore massima libertà di scelta nella fruizione del percorso creativo di Chopin. Gli ambienti tematici multimodali, dove s’integrano musica, oggetti della collezione e sistemi interattivi, guidano lo spettatore attraverso una ricchezza di contenuti che è possibile esplorare con vario grado di approfondimento, a seconda della tipologia di utente e della sua autonoma determinazione dei tempi e delle modalità di lettura. Le oltre 70 postazione interattive, difatti, con il ricorso alla tecnologia RFID consentono la customizzazione dei contenuti audio-video in base a età, competenza, lingua.

La complessità del messaggio si traduce quindi in un sistema di percorsi differenziati, di emotional landscapes che catturano immediatamente i sensi del visitatore: l’invito a “toccare” è uno stimolo a essere curiosi, superando la prima interpretazione del dato.
Attraverso la memorizzazione dei “percorsi” scelti singolarmente dai visitatori, il museo potrà inoltre realizzare una banca dati, dalla cui analisi discenderà un’ulteriore ottimizzazione degli stessi contenuti.
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Articolo pubblicato sul numero 6 (anno I) di Infoprogetto (3 marzo 2010).
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