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  • 27.Mar
  • An Englishman in Bari
  • Per gioco, mi è stato chiesto di scrivere un breve articolo a proposito delle attrattive turistiche di Bari; questo, sia in italiano che in inglese. Trattandosi del mio primo tentativo di scrivere compiutamente in lingua straniera, ed essendomi divertita abbastanza, lascio qui a beneficio di qualche “malcapitato” (letteralmente) turista straniero il mio misero tentativo!

  • letterario

  • 16.Jul
  • “I gemelli Fahrenheit” di Michel Faber (Einaudi, 2006)
  • Trovando Michel Faber tra gli ospiti dell’edizione 2010 de La Milanesiana, ho realizzato di non aver mai reso pubblica questa recensione, relativa alla sua raccolta di racconti “I gemelli Fahrenheit”: a ragione lo scrittore è stato considerato un esperto di paradossi, il tema del festival, perché la sua stessa scrittura esula dalla canonica interpretazione dei rapporti tra soggetto e narrazione, autore e lettore, instaurando legami alternativi che resistono nonostante funzionino contro la logica comune.

Il design a supporto della pediatria

Realizzata nel reparto pediatrico dell’Ospedale di Bressanone, la stanza firmata da MM Design nel 2006 si propone di facilitare la degenza dei pazienti più giovani: l’ambiente viene umanizzato, reso accogliente e stimolante per il bambino, qualificandosi quasi come un ulteriore strumento di cura.

By Kate P.

A monte della presentazione nel 2004 di cinque prototipi funzionali, utilizzati dal 2006 per l’arredo della stanza pilota di Bressanone, per lo studio MM Design c’è stato lo studio di un tema largamente inesplorato: l’ospedale pediatrico, un mondo variegato per l’età delle persone che lo compongono e la specificità delle loro richieste, che il mercato ancora non considera, limitandosi a derivare gli elementi d’arredo da quelli in uso presso altri reparti.
Per contro, il progetto sviluppato dai designers di Bressanone muove proprio dalle particolari esigenze del piccolo degente, con l’intento di umanizzare l’ambiente, renderlo quasi uno strumento di terapia che contribuisca al suo benessere. Il contesto si configura come uno spazio di relazione piuttosto che un ambiente costrittivo, nel quale gli oggetti stimolano l’interazione del piccolo paziente, che li percepisce come familiari, stimolanti la sua sensorialità e i suoi processi mentali, senza per questo affaticarlo. Morbidezza delle zone a diretto contatto, totale assenza di spigoli, superfici piacevoli al tatto, gradazioni di colore e prestazioni particolari accomunano quindi i singoli pezzi realizzati.

Rendering

Oltre che per il degente, l’impiego di questi elementi d’arredo risulta agevole in relazione allo stesso sistema sanitario: grazie alla totale modularità dei prototipi, il progetto è in grado di adattarsi alle diverse configurazioni architettoniche assunte dall’ambiente ospedaliero in Italia, oltre a snellire il lavoro svolto dal personale infermieristico e medico. L’analisi delle procedure all’interno del reparto, ad esempio, ha rilevato come il letto comporti problemi spaziali e di organizzazione: essendo necessari giacigli di misure differenti a seconda dell’età dei pazienti, servono allora dei depositi dove stivare i modelli temporaneamente inutilizzati e una movimentazione costante dei letti nell’area pediatrica. Da queste considerazioni nasce il prototipo Tondo, il letto dalla lunghezza modulabile che pazienti in diversa età pediatrica possono comunque utilizzare.
Questo elemento illustra pienamente il nuovo concetto di accoglienza che è alla base del progetto: con le sue paretine di contenimento in policarbonato trasparente, il letto trasmette al degente un senso di protezione ma non di chiusura, permettendo un’ampia visuale.
Altri oggetti contrastano l’insorgere nel bambino di un vissuto negativo legato alla degenza. È il caso della barra tecnica dietro il letto, composta di parti funzionali e strumentazioni molto caratterizzanti, che assume l’aspetto di un paesaggio in continuo movimento; la novità nell’aspetto diviene un elemento da esplorare con fiducia, anziché essere percepito come una pericolosa estraneità.

Realizzazione

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One Comment

  1. admin added these pithy words on March 2, 2010 | Permalink

    Articolo pubblicato sul numero 5 (anno I) di Infoprogetto (24 febbraio 2010).
    Courtesy of Action Group Editore.

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