Sto andando. Meglio, è la macchina che viaggia, a me contenuto non resta che seguirla. L’auto si ostina a mettere il muso avanti; faccia pure, il piatto forte restiamo noi. Compagni con contorno di lamiera, il complesso centrifugato con sapienza nello sbattuto autostradale. Trovo la cosa quasi eccitante. É la meta che fa la bellezza di un viaggio, insieme alle persone giuste con cui viaggiare.
Queste sono le persone giuste. Non tutte, forse neppure le migliori: cioè, i miei migliori amici. Non potevano venire. Perché amicizia non è obbligo a restare tutti insieme appassionatamente, e sempre respirare la stessa aria condizionata. Mi mancano. Ma va bene così. Prima o poi, tornerò per mettere ordine ai ricordi e il loro ascolto sarà d’aiuto al mio racconto. Non mi hanno tradito (non ancora), devo smetterla di sentirmi tradito. D’ora in poi mi dedicherò al presente, con questi altri. Le persone giuste. Sta per giungere al Festival del Teatro d’Avignone un’altra carovana di attori. Che non si amino troppo non ha importanza: loro amano, amano la stessa cosa.
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