Durante la Biennale di Architettura, i Magazzini del Sale di Venezia ospiteranno la mostra-evento (F)our Horm: Bellini Botta Holl Ito per Horm, dove verranno esposti otto degli oggetti firmati dagli architetti/designer per Horm nel corso dell’ultimo decennio.
Il Teatro dell’Accademia di Belle Arti di Napoli
Appena inaugurato dopo l’intervento di rifunzionalizzazione, realizzato dallo studio Alvisi Kirimoto + Partners, la struttura si apre alla comunità con un programma di spettacoli, volto a conciliare la tradizionale vocazione alla didattica con il mondo dei professionisti.
José Saramago: memoriale dell’intellettuale
La notizia della scomparsa di José Saramago, ieri, mi ha colpita profondamente, più di quanto mi aspettassi. Vero è che sono letteralmente affezionata ai suoi libri, a “Memoriale del convento” in particolare, ma oggi mi sono ritrovata a riflettere e scrivere sul motivo di questa commozione, che evidentemente trascende i meriti letterari e affonda nella condivisa necessità di fare cultura, in un contesto all’interno del quale un intellettuale integerrimo non soltanto ha smesso di essere considerato di pubblico esempio, ma viene spesso ostracizzato.
Ex Centrale Termica a Pero: recupero e ampliamento
L’intervento realizzato da TME Architects (studio specializzato nell’impiego di tecnologie abitative sostenibili) sfrutta le componenti paesaggistiche “naturali” per un edificio prestante sul piano energetico che conservi nel contempo traccia della precedente destinazione d’uso
Le sedute di [1+2=8]
Rolling Stone, Gina, Fiocco, Pluriball: stessa famiglia di oggetti, massima diversificazione per lo studio di design milanese, che sperimenta attraverso le stesse tecniche artigiane. La progettazione “ludica” arriva a ribaltare i termini del discorso, attribuendo alla forma funzionale della tradizione un utilizzo innovativo.
Dalla scala architettonica all’oggetto d’arredo
Conferire prestigio a uno spazio di appena 37 metri quadri: è questa la sfida che un progetto di ristrutturazione ha posto all’architetto Riccardo Blumer, in collaborazione con la collega Donata Tomasina. Oggetto dell’intervento, infatti, è un piccolo ma importante appartamento in via della Spiga a Milano.
Lo sai che
Che coincidenza… Stavo spulciando nel computer in cerca di qualche bazzecola da pubblicare nella nuova categoria del blog, così per rompere il ghiaccio prima di postare lavori più corposi. Mi sono imbattuta in questo frammento rendendomi subito conto che è ancora valido, anzi vivo: risale al 2005, eppure mi è bastato riprenderlo a livello stilistico per sentirlo nuovamente mio. Terribilmente attuale.
Sporcarsi d’amore
Qualche tempo fa, ho scritto un tweet che una certa frangia della popolazione femminile (e consapevole, non per forza femminista) aveva immediatamente dimostrato di condividere. “Cominciano a sfuggirmi le differenze semantiche. La sfumatura tra indipendenza e solitudine, per dire.” Ebbene, sembra giunto il momento di fare il doveroso distinguo.
“Il filo rosso” di Paola Barbato (Rizzoli)
A prima vista, il mite ingegnere Antonio Lavezzi non suscita alcuna curiosità. Eppure, sono in molti a parlare alle sue spalle del passato che lui fa di tutto per ignorare: la morte della figlia Michela, barbaramente uccisa, evento di cui lui è stato primo testimone e seconda vittima, picchiato a sua volta dall’assassino. Il protagonista dell’ultimo romanzo di Paola Barbato sembra però non voler mai uscire dal coma, dal quale pure si è risvegliato. Finché un giorno il filo rosso del dolore “si tende, strappa tutto, apre la pelle. E se lo segui, se guardi dove va a finire, va a finire dentro a un altro. Un altro come te. Un altro che lo sa.”
Nathalie Djurberg – “Snakes know it’s Yoga”
Rifletto a bruciapelo sulla mostra dedicata alla giovane artista svedese dalla Galleria Giò Marconi (Milano), all’indomani della sua inaugurazione e dell’immediato successo di pubblico riscosso. A fronte dell’esposizione di opere più facilmente commercializzabili (sculture e non video), a distanza di due anni dalla personale presso la Fondazione Prada, trovano lo stesso conferma le principali tematiche della Djurberg.