Un’altra città, forse un’altra Cat? La nostra protagonista approda a Bologna e alla sua sospirata indipendenza. Se lei si crede libera di scegliersi lezioni amici e attività come meglio crede, chissà perché finisce ancora una volta per trovarsi nel ruolo della confidente (ma non complice) di un giovane dalla ribellione facile… E Cat saprà restare nei ranghi, almeno stavolta?
Da “Lei e qualcun altro” / 3 – “Horror Vacui”
Eccoli assieme, Cat e Man, impegnati in quello che riesce loro meglio: prendersi gioco del mondo. Del quale non dettano certo le regole, e lo sanno bene, ma potranno almeno criticarne glii eccessi quotidiani! Dal momento che devono subire le scelte materne in fatto di addobbi natalizi, organizzano una seduta psicanalitica attorno all’albero, in mancanza di un falò che riscaldi i loro animi traumatizzati (e bruci l’abete di plastica, ovvio). Scopriamo allora il pio pensiero di due adolescenti in odore di eresia…
Da “Lei e qualcun altro” / 2 – “Avignone”
Nel secondo episodio della raccolta, Cat lascia il testimone al suo amico Man: avremo modo di vederli in azione assieme, ma stavolta il ragazzo è stato “abbandonato” a se stesso, come si compiace di lamentarsi, o meglio a viaggiare dentro se stesso per (ri)scoprirsi. Perchè tutti sembrano essere rimasti indietro, soprattutto Ilaria.
Per quanto Man sia un ragazzo deciso a vivere l’avanguardia delle proprie passioni (il teatro, in questo caso), in realtà nel suo intimo è proprio Uomo, da cui il suo soprannome, un Uomo vecchio stile: tanto fa l’innamorato romantico quanto non resiste alle seduzioni. E’ capace di tutto, tranne che di staccarsi dai propri bisogni. O forse no?
Da “Lei e qualcun altro” / 1 – “Il diletto delittuoso”
Inizia così la raccolta di racconti intitolata “Lei e qualcun altro”: con la viva voce (o scrittura) di Cat, che reclama i suoi spazi e principalmente le sue notti brave.
Di certo, ancora può permettersele, ma la Lei del titolo e i suoi amici continueranno a opporre alla “normalità” le fantasie di cui si sono nutriti per tutta l’adolescenza; all’università come dopo una giornata di lavoro, non basterà loro vivere, vivere e basta…
Lo sai che
Che coincidenza… Stavo spulciando nel computer in cerca di qualche bazzecola da pubblicare nella nuova categoria del blog, così per rompere il ghiaccio prima di postare lavori più corposi. Mi sono imbattuta in questo frammento rendendomi subito conto che è ancora valido, anzi vivo: risale al 2005, eppure mi è bastato riprenderlo a livello stilistico per sentirlo nuovamente mio. Terribilmente attuale.
Brava bravissima
Questa è una pagina di diario metaforicamente strappata al mio faldone virtuale. Come sempre in questi casi, non ho idea del perchè l’abbia scritta. Men che meno so dire come finisca per pubblicarla. Credo però che, in questo momento di crisi (economica, occupazionale, ideativa), siano in molti a chiedersi “che cosa fare”. Non ho trovato la risposta, ma spero sia utile iniziare a porsi le domande corrette.
Wishlist
Scrivere è un gesto. Come tale, è in grado di produrre un cambiamento, anche se in un modo sottile che talvolta si definisce magico; tant’è, in molti tempi e culture si era convinti che nominare significasse costringere un oggetto a rivelarsi, farsi presente. Di tutti i desideri espressi dal testo che segue, questa credenza ne costituisce la sintesi: l’aspirazione più grande.
Pendolarismo creativo
Una conversazione telefonica realmente occorsa. Special-K: Indovina dove sono. Suggerimento: statisticamente, è il luogo dove ho passato più tempo negli ultimi sei mesi. Il Paladino: La redazione! Special-K: Ebbene, no. Il Paladino: Allora sei a casa davanti al computer. Special-K: A casa non ci arriverò intera; minimo, lascio qui sul binario gli alluci e un [...]
“E se un giorno…”: un sogno profetico (al modo dei sogni)
3 settembre 2005: questo racconto, se così vogliamo chiamarlo, l’ho iniziato in quella data. Quel giorno ho fatto un sogno. Mi svegliavo agitata, ma non per i sobbalzi del treno Bologna-Milano su cui mi trovavo nella realtà: nel sogno, al risveglio ero in alto tra le nuvole, con la precisa coscienza di essere morta e [...]
Ludovico Einaudi, Nuvole Bianche, Piano solo
Nuvole Bianche su YouTube – Original Take Siediti al piano e racconta di me, suona quel brano che comincia mesto; incespica pure sulle note, sappiamo che è difficile, ma la fatica del tuo incedere sarà il giusto accompagnamento alle mie incertezze. Lasciamo agli altri l’esecuzione leggera e calibrata, non avere paura di un pubblico che [...]