09.Ott.08

Al Ministro Mara Carfagna: quali Pari Opportunità?

“C’è un maschilismo imperante, ignoranza nei confronti delle donne che fanno politica: vige l’idea che l’uomo è potente e che merita quella posizione, mentre la donna o è stata fortunata oppure abile a sfruttare certe […]

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“C’è un maschilismo imperante, ignoranza nei confronti delle donne che fanno politica: vige l’idea che l’uomo è potente e che merita quella posizione, mentre la donna o è stata fortunata oppure abile a sfruttare certe situazioni. C’è solo passione e preparazione invece”.

Caro onorevole, vorrei poterle credere. Purtroppo, però, è lei stessa ad aver smentito a più riprese la sua adeguatezza al ruolo decisionale che le è stato assegnato, quel Ministero alle Pari Opportunità che le è stato affidato nel quarto mandato di Silvio Berlusconi al Governo.
Non credo ci sia neppure bisogno di chiamare in causa i suoi presunti “meriti” in ambito extra-politico, le famose intercettazioni che la danno convinta “attivista” in ambito sessuale con il Premier, “impegno” che molti giudicano determinante all’assegnazione dell’incarico ministeriale di cui sopra. Lascio a Sabina Guzzanti i commenti satirici; permettendomi però di muoverle, onorevole, una piccola critica per la replica pronunciata ieri sera durante il programma televisivo di Mentana: non credo esistano evidenze di alcun genere in merito alla fragilità mentale o alla solidità individuale della Guzzanti, per cui certe illazioni a riguardo risultano quantomeno ridicole.

Proprio qui sta la rilevazione della sua incompetenza effettiva sulla questione delle Pari Opportunità, carissimo Ministro Carfagna: lei ha appena insultato una delle poche VERE donne italiane, che è stata in grado di farsi strada nel mondo della cultura (non dello spettacolo) affidandosi alla potenza micidiale della propria arguzia intellettuale, declinata più o meno sobriamente (questo, si può anche discutere). Ma Sabina Guzzanti, l’onorevole Carfagna dovrebbe quantomeno riconoscerlo, è un esempio di come si possa battere il maschilismo imperante.

Lei, Ministro Carfagna, il maschilismo continua a difenderlo. Ecco qui sotto la dimostrazione:

Quando ha posato per Maxim e in altre occasioni lei, onorevole, si è posta palesemente come donna-oggetto. Non è questione di bellezza e neppure di seduzione, dal momento che sono una convinta sostenitrice del dovere morale (per una donna intelligente) di sapere affascinare, non nascondendo anche la propria attrattiva sessuale: qui si trascende i termini, però. Quell’immagine non la mostra come un individuo, la mostra e basta; ottusamente disponibile al pubblico lubidrio. Maschile, s’intende: io, come donna e come cultrice dell’arte, non trovo minimamente attraente la suddetta fotografia. Non sto a spiegarle che cosa l’immagine mi comunica, perchè sono certa che lei lo troverebbe estremamente volgare. Il problema è che l’immagine è volgare e non raffigura certo me; in sintesi, è un’operazione nata ad uso e consumo del tanto disprezzato maschilismo. A ben pensarci, carissimo Ministro, non è che nell’immagine seguente lei si stia riscattando: continua a darsi al pubblico (ancora una volta, prevalentemente maschile) secondo lo stereotipo che le viene imposto, stavolta quello dell’esponente politico “acqua e sapone” che non si permetterebbe mai di “aggredire” i propri interlocutori (maschili) lasciando intendere di avere a disposizione qualche arma in più. Incredibile, si è tagliata anche i capelli in un anonimo caschetto. A dispetto della Guzzanti, è lei onorevole a non mostrare una personalità ben strutturata.

Se poi vogliamo passare alle dichiarazioni strettamente politiche, il 15 febbraio 2007 nel corso del seminario Donna, vita e famiglia (che lei stessa aveva organizzato) se n’è uscita con la seguente, poco felice affermazione: “Non c’è nessuna ragione per la quale lo Stato debba riconoscere le coppie omosessuali, visto che costituzionalmente sono sterili”, aggiungendo che “per volersi bene il requisito fondamentale è poter procreare”.
C’è stato un refuso ortografico nella sua mente, forse? Lei, certe affermazioni, dovrebbe DENUNCIARLE, non PRONUNCIARLE. Nel mio concetto complessivo di Pari Opportunità rientra il principio per cui la sessualità (il genere d’appartenenza o le tendenze) non dovrebbe ledere ai diritti dell’individuo: quali avere una famiglia o, semplicemente, vedere appunto rinosciute ufficialmente le proprie relazioni sociali. Questa sua convinzione invece mi sembra potentemente discriminatoria.
Per estensione, si potrebbe dedurre che lei pensi lo stesso delle donne: il diritto a procreare diventa un dovere. Si parla di Opportunità, Ministro Carfagna: è giusto battersi perchè una donna possa metter su famiglia senza perdere il posto di lavoro, ma perchè dovremmo condannare chi rinuncia ad avere dei figli? Una donna sterile non può avere allora una famiglia? Io dovrei sentirmi sbagliata perchè non ho in cantiere alcun pargolo, preferendo dare il mio contributo alla società in altro modo? Ancora una volta, onorevole, traendo le debite conclusioni dai suoi enunciati emerge una constatazione inquietante: lei continua a ragionare in termini di uomo – donna – altro, mentalità che invece il suo stesso Ministero dovrebbe battersi per abolire, pena il continuare a fare il gioco del maschilismo.

Risponda a questa domanda, in tutta sincerità, carissimo Ministro: quale pensa che siano il ruolo ed il compito fondamentale della donna nella società contemporanea?
Una volta risposto, non si offenda se in molti riterranno opportune le sue dimissioni. Non siamo gelosi della sua bellezza o della sua brillante ascesa al potere.

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