01.Ott.08

La Resistenza secondo Spike Lee: “Miracolo a Sant’Anna”

Uscirà nelle sale venerdì 3 ottobre l’ultima fatica del regista Spike Lee, quel lungometraggio “Miracolo a Sant’Anna” che ha scatenato la polemica in Italia a partire dalle prime riprese toscane, nel luglio dell’anno scorso. Il […]

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Uscirà nelle sale venerdì 3 ottobre l’ultima fatica del regista Spike Lee, quel lungometraggio “Miracolo a Sant’Anna” che ha scatenato la polemica in Italia a partire dalle prime riprese toscane, nel luglio dell’anno scorso.

Il film ha per protagonisti un bambino e un soldato afroamericano della 92esima divisione (“Buffalo” per via dei capelli dei militari neri che la compongono, a dire degli altri simili al pelo dei bisonti), riprendendo la trama dell’omonimo libro di James McBride. Fa da sfondo alla vicenda l’Eccidio di Sant’Anna di Stazzema, episodio storico della Seconda Guerra Mondiale: il 12 agosto del 1944 le SS guidate da Walter Reder massacrarono 560 civili italiani, in grandissima parte donne, anziani e bambini.

Proprio quest’ambientazione e la sua presunta storicità hanno attirato su Spike Lee gli strali dei partigiani italiani (rappresentati dall’Anpi), che hanno accusato il paladino del cinema afroamericano di un (quantomeno) irresponsabile revisionismo storico. La pietra dello scandalo è costituita da un episodio all’interno della ricostruzione cinematografica: un partigiano tradisce la causa mettendo i nazisti sulle tracce di presunti altri membri della Resistenza, proprio nascosti nel paese di Sant’Anna; lo sterminio verrebbe quindi in qualche modo “giustificato” in quanto effetto “collaterale” di questa falsa pista, rappresaglia dell’esercito invasore nei confronti della popolazione collaborazionista. In realtà, le indagini della Procura Militare di La Spezia hanno portato alla condanna (nel 2005, ratificata in Cassazione l’anno scorso) della strage come atto terroristico e intimidatorio fine a se stesso, premeditato e curato nel dettaglio.
La versione cinematografica dei fatti risulta inaccettabile per l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, che si preoccupa della diffusione che avrà a livello globale la vicenda così rivisitata, cioò nonostante percepita come film storico, quindi “vero”. Accusano Moreno Costa, Enio Mancini e Giovanni Cipollini, della sezione Anpi di Pietrasanta: “È incredibile che ancora oggi si riproponga come causa della strage di 560 civili la presenza dei partigiani a Sant’Anna”.
Spike Lee non appare scosso dalle accuse: “Sono davvero dispiaciuto di aver offeso i partigiani, ma non ho alcuna intenzione di chiedere scusa a nessuno. Io sono un artista, non posso piacere a tutti. Mi criticano? Faccio film da 23 anni e di sicuro continuerò a farli anche se a qualcuno non piacciono”. Rincara anzi la dose: “Rispetto l’opinione dell’Anpi – dice -, ma ci sono molti aspetti in ciò che è successo a Sant’Anna di Stazzema: non ci sono solo buoni o solo cattivi. Anche alcuni soldati americani non erano il bene e perfino qualche nazista non era solo male. Questa complessità caratterizza il film, che vuole rendere tutte le sfaccettature della vicenda”.

Stando anche alle dichiarazioni precedenti, l’interesse principale per il regista di Atlanta continua ad essere la rivalutazione del ruolo dei militari afroamericani all’interno del conflitto: “Non è un film sulla strage di Sant’Anna di Stazzema, ma un film sull’incontro di genti diverse che inizialmente non hanno i mezzi per capirsi. I soldati afroamericani non sanno una parola di italiano, i partigiani non hanno nemmeno mai visto un nero prima di allora. Però riescono lo stesso a creare un rapporto fra loro e a combattere insieme i nazisti.”

Quello che un autore d’oltreoceano non può pienamente comprendere è forse la particolarità tutta italiana di non aver mai pienamente affrontato, analizzato e condannato il regime fascista e la conseguente guerra civile: i cattivi non sono mai stati riconosciuti pienamente come tali, mentre i partigiani sono stati oggetto di controversie anche recenti. Difficile poter ammettere sfumature, quindi, in assenza di valori definiti.

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