30.Set.07

Vittorio Sella, Vedute del Sublime – Milano, Nepente Art Gallery

Dalla provincia neo-industrializzata, passando per l’aspro Caucaso fino all’inospitale Alaska, la scoperta spinta agli antipodi del mondo e della tecnica. Quando la fotografia era una questione per eroi: disposti a scalare una vetta con venti […]

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Dalla provincia neo-industrializzata, passando per l’aspro Caucaso fino all’inospitale Alaska, la scoperta spinta agli antipodi del mondo e della tecnica. Quando la fotografia era una questione per eroi: disposti a scalare una vetta con venti chili di apparecchiature addosso…

La Nepente Art Gallery si è contraddistinta in questa occasione per una scelta espositiva raffinata, in cui l’esibizione della collezione fotografica appena rilevata si limita a quaranta esemplari selezionati, creando all’interno di spazi neutri ed asciutti un percorso rarefatto, scandito da pause riflessive, adatto al soggetto proposto. La mostra denota comprensione e rispetto nei confronti dell’opera di Vittorio Sella (Biella, 1859 – 1943), personaggio che per la particolare vicenda, innanzitutto umana, non permette facili assimilazioni alle leggi interne del mercato artistico. Difficile infatti classificare Sella come fotografo tout-court. La nascita in un ambiente progressista, come quello dell’imprenditoria piemontese del secondo Ottocento, lo spingerà sempre all’ambizione di primeggiare sistematicamente in qualsiasi attività scelta, di formarsi come personalità completa, prima di tutto come uomo. E’ in tale prospettiva super-omistica che va inquadrata l’attività artistica del biellese. Coniugando la passione per la fotografia ereditata dal padre Giuseppe Venanzio con quella per l’alpinismo derivata dall’illustre zio Quintino, Vittorio affronterà l’esplorazione delle Alpi, prima, e delle vette extraeuropee poi, come una sfida personale contro i propri limiti e quelli imposti dalla natura, vinti a furia di accumulare competenza tecnica e spessore umano. Il soggetto che si ripete in trent’anni di produzione, l’ambiente alto-montano colto nei suoi aspetti più duri ed intransigenti, non è testimone passivo di un reiterato auto-compiacimento di tipo contemplativo. Le fotografie sono la risultante di un’interrogazione continua, circa la possibilità dell’uomo di conoscere con completezza un mondo magnifico ma sfuggente, a tratti ostile. Vittorio sceglie il difficoltoso tempo delle nevi, dei ghiacciai eterni come oggetto elettivo del proprio interesse, piuttosto che attenersi al già collaudato alpinismo estivo di bassa montagna. E’ una mentalità scientifica quella che lo spinge all’esplorazione dei territori vergini, coniugata ad una sensibilità ben educata dagli studi di disegno. “Ma chiunque abbia una volta veduto quanto muti l’aspetto delle montagne e delle valli durante l’inverno, quanto i grandi freddi purifichino l’aria e come si accresca la vivacità delle tinte, la forza dei contrasti, la magnificenza del panorama che si ha davanti agli occhi, sarà facilmente d’accordo con me nel dichiarare che chiunque muove simili obiezioni può camminare in pianura anziché occuparsi di alpinismo.”

Sella ci restituisce immagini che sono primariamente testimonianze di un rapporto esistenziale dell’uomo con l’esterno, di presa potente sulla realtà ottenuta attraverso l’abnegazione ed il sacrificio. Ai piedi delle alte cime, l’uomo è l’unità di misura dell’impresa, elemento piccolo e marginale rispetto all’insieme eppure presente. La resa dei dettagli è massima, l’uso del banco ottico condiziona le fotografie al piccolo formato ma, contemporaneamente, permette un effetto plastico robusto, per cui lo spettatore prova la sensazione tattile di poter accarezzare i crepacci, sentirne le asperità piuttosto che rimirarne lo sterile gioco ottico dei contrasti. Non è la veduta perfetta di Friedrich, una domanda lasciata in sospeso nel vuoto. E’ la presenza attuale dell’Altro, sconosciuto e criptico ma pur sempre lì, condensato in quel formato angusto, offerto all’indagine umana.

mostra visitata il 21 settembre 2007


Vittorio Sella – Vedute del Sublime
Nepente Art Gallery
Via Volta 15, Milano
Ingresso libero
Orari: dal martedì al sabato dalle 15.00 alle 19.30, e su appuntamento
Per informazioni: +39 02 2900842;
gallery@nepente.com

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