26.Set.08

R.E.M. in concerto – Futurshow Station, Bologna – venerdì 26 settembre

Premetto: non è che gli R.E.M. mi facciano impazzire. Però mi è piaciuto scrivere questo articolo, indi spero piaccia anche a voi! R.E.M.: le nuove rockband hanno ancora tutto da imparare! I R.E.M. (per gli […]

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Premetto: non è che gli R.E.M. mi facciano impazzire. Però mi è piaciuto scrivere questo articolo, indi spero piaccia anche a voi!

R.E.M.: le nuove rockband hanno ancora tutto da imparare!

I R.E.M. (per gli anglofili, la pronuncia è ar-i-em) sono ufficialmente attivi dal 1980, un gruppo che ha fatto del suo acronimo il suo stile musicale: rapid eye movement indica la fase del sonno in cui si sogna; ebbene, Michael Stipe e compagni non hanno mai smesso.
Nonostante abbiano espresso qualche segno di stanchezza, a volte, sono sempre stati in grado di sublimare ogni sensazione in un nuovo pezzo di successo, motivo per cui in molti si sono riconosciuti e consolati sulle note di Everybody Hurts (dedicata al dolore di tutti, appunto) o, semplicemente, hanno pensato che se anche una star ha i suoi giorni bui allora si possono ben accettare i propri: è giusto del 2003 quella Bad Day in cui Stipe chiedeva ai fotografi una pausa (“Per favore, non scattarmi una foto: è stata una brutta giornata”). Se questo è il momento “basso” della loro produzione, provate a pensare all’energia che i R.E.M. sono invece in grado di sprigionare al massimo della loro forma. Il gruppo ha virtualmente definito l’espressione “rock alternativo” degli anni ottanta (college rock), dimostrando alle stazioni radio, un po’ alla volta, che trasmettere brani con prevalente uso delle chitarre non era una cosa negativa: addirittura, faceva bene!
Giunti al loro quattordicesimo disco, il gruppo sembra essere nuovamente partito in accelerata. E’ questo infatti il titolo dell’album uscito il 28 marzo: Accellerate, opera fresca, essenziale, rapida. Roba che, se le date di nascita dei componenti non fossero universalmente note, si potrebbe pensare sia il prodotto di ragazzini, certo di gran talento. I soli 35 minuti di musica sono composti di canzoni che hanno voglia di arrivare, quindi breve e dirette, ma soprattutto sono state registrate quasi sempre in live session all’interno dello studio, prendendo per buona “la prima”. Il fatto che nessun ascoltatore abbia da lamentarsi è la vera testimonianza della maturità anagrafica dei R.E.M. Che poi il gruppo sia definitivamente uscito dalle pastose sonorità della malinconia, ed abbia imbracciato nuovamente le chitarre alla maniera degli esordi, è assolutamente ben accetto.
Solo un luogo a Bologna ha un nome degno ad ospitare le prospettive di questa band: ovvio, si tratta del Futurshow Station!

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