12.Mar.07

Henri Cartier-Bresson, Di chi si tratta? – Milano, Forma

Un viaggio attorno al mondo visto attraverso l’occhio del secolo. La fotografia d’autore che incontra la Storia: Cartier-Bresson punta il mirino nel caos e fa luce sui momenti decisivi. La mostra si pone l’ambizioso tentativo […]

By

Un viaggio attorno al mondo visto attraverso l’occhio del secolo. La fotografia d’autore che incontra la Storia: Cartier-Bresson punta il mirino nel caos e fa luce sui momenti decisivi.

La mostra si pone l’ambizioso tentativo di afferrare l’identità del più citato fotografo della storia, Henri Cartier-Bresson (1908-2004). Non è impresa facile, considerando la variegata produzione fotografica che si è lasciato alle spalle. Accompagnato dalla maneggevole Leica sin dagli anni ’30, Cartier-Bresson è stato testimone dei più grandi rivolgimenti della storia (era in Cina nei primi giorni della Repubblica Popolare Cinese ed in India alla morte di Gandhi), come anche delle domeniche di riposo che i francesi trascorrevano in riva alla Marne. La scelta forse più sapiente era quella di ricostruire attraverso i suoi scatti un viaggio virtuale attorno al mondo, per scoprire sì che le fotografie sono tracce della realtà, ma che in questa realtà si annida anche l’occhio (ed il cuore) del fotografo. Perché “è vivendo che noi ci scopriamo, nello stesso tempo in cui scopriamo il mondo esteriore esso ci forma ma noi possiamo anche agire su di lui”.

E’ la continua relazione tra uomo e mondo che Cartier-Bresson va inseguendo, con obiettivi ravvicinati che costringono il fotografo a ridosso dell’azione. Non è un caso che in mostra ci siano pochi paesaggi, che sia l’uomo a dominare la scena; si trattasse anche solo di un bambino salernitano, stagliato come un’ombra minuta contro i calcinacci riarsi dal sole, comunque è una poesia della presenza. Discreta, spesso ridotta, per lasciare che anche lo spettatore entri in gioco, si costruisca la sua storia. Il “momento decisivo” che Cartier-Bresson andava inseguendo non è infatti quello più eclatante, ma quello più denso di significato, dove la realtà ha modo di organizzare i propri elementi (pochi, in omaggio ad un gusto formale “classico”). Il suo amico Matisse non è a tutta prima riconoscibile come il grande avanguardista, ma con la debita attenzione si noterà che il vecchio stringe una colomba con una mano per disegnarla con l’altra.

Se la presenza del fotografo non si esprime nei tagli in fase di stampa o nelle forzature formali, resta al momento della scelta dello scatto. E’ questa enfasi sull’azione più che sul prodotto, sul gesto che mette in contatto l’uomo ed il mondo, che porta Claudio Marra a paragonare il reportage (di cui Cartier-Bresson è padre indiscusso) alla pittura informale di un Pollock. Eppure resta qualcosa di irriducibile nel fotografo francese, un carattere che lo distanzia da poetiche troppo prese dalla mondanità. Per Jean Clair, è la capacità di Cartier-Bresson di attraversare le apparenze per arrivare all’eterno. Perché la scelta del momento non è solo contatto col mondo, ma è anche cesura di una sua parte.

Il criterio espositivo per regioni risulta così vincente. Ci si ritrova a guardare il mondo non in modo neutrale, bensì attraverso gli occhi (e la personalità) del fotografo. Si scoprono comunanze e differenze: le forti cesure chiaroscurali che caratterizzano le fotografie italiane e spagnole degli anni ’30, il carattere selvaggio ed intrigante dei messicani, i movimenti danzanti di un’India che ancora vive quotidianamente la religiosità, i paradossi di un’America del progresso per pochi. Nessun giudizio, tanto mano ironico, eppure una verità per ogni luogo. Forse, addirittura, La Verità del luogo.

Questo interessava a Cartier-Bresson, da buon giornalista (non a caso, fondatore della Magnum Photos). Lo dimostrerà nel 1974, dedicandosi solo alla pittura (in cui resta attaccato a retaggi paesaggisti e surrealisti, come ben si vede in mostra): non era la fotografia di per sé ad interessarlo. Era il mondo.

mostra visitata il 8 marzo 2007

Henri Cartier-Bresson. Di chi si tratta?
Forma. Centro Internazionale di Fotografia
Piazza Tito Lucrezio Caro 1, 20136 Milano
Tutti i giorni ore 10 – 20 – giovedì fino ore 22 – lunedì chiuso

info@formafoto.it – Tel. 0258118067 – www.formafoto.it

Tag:, , , , , , , , ,

Post a Comment

Your email is never published nor shared. Required fields are marked *

*
*

Tag Cloud

 

Featured picture
Licenza Creative Commons
La Traccia by Caterina Porcellini is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported License.
Software Design & Development StefanoAI