09.Apr.10

Mist-o al Salone Satellite 2010

In anteprima, i prototipi nati dalla collaborazione tra i due giovani designer Noa Ikeuchi e Tommaso Nani, che a distanza di un anno tornano a esporre al Salone Satellite nel corso della tanto attesa “Milano Design Week”, in partenza mercoledì 14 aprile.

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Tommaso Nani e Noa Ikeuchi

Noa Ikeuchi e Tommaso Nani, rispettivamente di nazionalità giapponese e italiana, dopo aver trascorso assieme un periodo di studio presso l’Istituto Europeo di Design, hanno avviato una proficua collaborazione che ha interessato il mondo del design a più riprese: si attesta già alle edizioni del 2005 e 2006 la loro partecipazione al Fuorisalone di Milano; l’anno scorso invece, sotto l’insegna dello Studio Mist-o, i due designer hanno preso parte al Salone Satellite.

È, questo, l’evento sinonimo per antonomasia della creatività giovanile under 35, che offre ai prototipi (e i suoi designer) la possibilità di arrivare direttamente alla produzione o, in alternativa, a una committenza attenta alle proposte più fresche. Naturale che Mist-o continui a dialogare, anche quest’anno, con questi interlocutori di qualità, presentandosi al Salone Satellite con altri cinque prototipi. Oltre a essere esposti, due di questi partecipano tra l’altro al Concorso volto a selezionare i migliori progetti emergenti legati alle tematiche di Eurocucina e Salone Internazionale del Bagno: per l’occasione, Mist-o presenterà l’essenziale portacandele Saltimbanco e le ceramiche Seed.

Portacandele Saltimbanco

Il primo prototipo, realizzato in acciaio inox e alluminio anodizzato, può essere definito come un’idea funzionale che, per concretizzarsi, impiega la minore quantità di materia possibile: il sostegno si trae in disparte perché l’attenzione vada a concentrarsi sulla candela, o meglio ancora sul fenomeno della luce; resta visibile il paradosso della sua esilità, nella misura in cui il corpo di Saltimbanco entra a contatto con la pienezza della candela che deve reggere, a dispetto di ogni apparenza estetica.

Ancora più emozionale, se non letterale, l’impatto delle ceramiche Seed sull’utente. Il prototipo cerca infatti di volgere in positivo un evento potenzialmente sgradevole quale la rottura accidentale di un piatto. L’oggetto meramente funzionale, proprio al termine del suo utilizzo, si trasforma quindi in un regalo inaspettato, che rompendosi lascia fuoriuscire un contenuto nascosto, una sorta di anima o memoria tangibile: un amuleto, un residuo forse inutile all’atto pratico che testimonia però di una dimensione poetica del design di ultima generazione.
Alla base di questo progetto risiede una concezione del mondo tipica di Mist-o, che negli oggetti persegue il superamento della dimensione funzionale a favore di una commistione di simboli e significati: al caos potenziale, però, viene dato un orientamento dalla ricerca dell’archetipo comune, puro ed essenziale.

Posacenere / Brucia incenso

Per esempio, la semplicità formale del Posacenere / Brucia incenso, altro prototipo in mostra, riassume in sé una doppia destinazione d’uso, due concetti neppure compatibili tra loro quali l’odore del fumo e il profumo dell’incenso. Ciò nonostante, proprio da questa dicotomia nasce una terza entità, una sintesi tra gli opposti che i due designer hanno fatto propria, elevandola a filosofia progettuale.

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