11.Ago.08

Entra nella fase start up la Beic di Milano?

Milano è determinata a presentarsi in una versione rinnovata all’Expo 2015, accogliendo la sfida di acquisire un ruolo portante nel panorama culturale europeo. Giungerebbe a proposito, allora, la realizzazione della Biblioteca Europea di Informazione e […]

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Milano, Entra nella fase start up la Beic di Milano?

Milano è determinata a presentarsi in una versione rinnovata all’Expo 2015, accogliendo la sfida di acquisire un ruolo portante nel panorama culturale europeo. Giungerebbe a proposito, allora, la realizzazione della Biblioteca Europea di Informazione e Cultura (la cosiddetta Beic), una struttura concepita secondo i nuovi canoni per l’edificazione di una “casa del sapere”.
L’edificio, stando al progetto di Peter Wilson (vincitore tra 93 partecipanti del concorso indetto dal Comune, nel 2001), mira a mantenere una relazione intima con il singolo visitatore, nonostante nel complesso si presenti in dimensioni monumentali. L’impianto architettonico deve inoltre tenere conto dell’innovativa compresenza di libri (la collezione a vista mira a raggiungere il milione di copie cartacee) e risorse digitali, le cui collezioni sono in fase di progettazione e censimento, tramite l’apporto di numerose università italiane.

Sulla carta, tanto il progetto architettonico che quello bibliografico sono giunti allo stadio di avanzamento programmato. Non è cosa da poco, dal momento che il sogno della Beic ha preso forma nel lontano 1992, dalla mente di Antonio Padoa Schioppa. Grazie al suo fermo convincimento nella bontà del progetto, si è giunti nel 1997 a costituire l’associazione “Milano, Biblioteca del 2000” che è poi confluita nella Fondazione Beic, cui aderiscono anche Comune, Università degli Studi e Politecnico di Milano. Dopo gli studi di fattibilità e la scelta del progetto preliminare nel 2001, l’associazione ha continuato ad operare per la realizzazione del nuovo complesso culturale. Risale allo scorso anno la concessione, da parte dell’Amministrazione comunale, dell’area di edificazione per la Beic, dov’era lo scalo ferroviario di Porta Vittoria, che diventa quindi il centro di un illuminato intervento di recupero. Il progetto esecutivo è stato consegnato da Wilson all’inizio di marzo, quest’anno, per cui si sta procedendo alla validazione a norma di legge.

Giunti a questo punto, l’unico ostacolo al progetto resta il reperimento dei fondi. Difatti, dei 362 milioni previsti per arrivare, nel 2013, a una Biblioteca aperta e funzionante, solo 100 sono già stati stanziati. Risale a maggio l’ultimo appello lanciato da Padoa Schioppa, l’iniziativa di raccogliere firme per la richiesta d’ingresso della Beic tra le opere finanziate in vista dell’Expo del 2015. La Biblioteca costituirebbe il primo caso in Italia di un istituto parificabile, per concezione, al Centre Pompidou di Parigi; si prefigge infatti di servire un bacino d’utenza nazionale, con 4mila accessi giornalieri. Il presidente della Fondazione Beic spera vivamente che Milano non si lasci sfuggire l’occasione per realizzare quello che sarebbe il fiore all’occhiello della propria vita culturale.

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