15.Mar.10

La Casa con padiglione di Monguzzo

È stato realizzato sul finire del 2009, nella località in provincia di Como, la residenza unifamiliare firmata da Marco Castelletti con il suo team: il progetto sviluppa una riflessione radicale sul rapporto tra volume e funzioni, destinazione d’uso e sua rappresentazione visiva.

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Una casa composta da tre differenti volumi: la distinzione, operata sulla base delle funzioni interne, è visibile esternamente per il diverso trattamento materico delle rispettive finiture. È questo il carattere che a prima vista più emerge del progetto realizzato da Marco Castelletti, classe 1958, la cui firma da molti anni è sinonimo della ricerca di un legame tanto stretto quanto particolareggiato con il contesto ambientale e la preesistenza.

Casa con padiglione

La Casa con padiglione eretta a Monguzzo (Como), occupante una superficie di circa 150 mq con un’altezza di un piano fuori terra, lascia libera la parte nord del giardino di proprietà entro il quale è collocata: il complesso declina, in modi differenti a seconda delle parti, la relazione con lo spazio verde mediante la posizione assunta e gli affacci.
Viene altresì diversamente sviluppato il tema dell’abitare, a seconda della funzione palesemente dichiarata da ciascun corpo. Si comincia con l’incontrare l’autorimessa, venendo dagli accessi stradali e pedonali ai lati di quelli già esistenti, un volume del tutto rivestito con lastre di Rheinzink, la cui rigida impenetrabilità cede presto il passo alla casa intesa come rifugio e protezione. Siamo dunque al corpo principale, un rettangolo allineato longitudinalmente alla rimessa che accoglie in successione gli ambienti domestici, la cucina prima e le camere con bagno a seguire. La doppia falda della copertura “a capanna” rimanda implicitamente a una tipologia abitativa semplice, quasi primitiva. Concezione che viene ancor più sottolineata con l’intervento della finitura esteriore: l’intonaco protettivo, con inerti di marmo e porfido, risvolta e riveste anche la copertura, obliterando di fatto ogni forma di partizione interna al corpo. Ancora più netto è quindi lo stacco dell’ultimo volume rispetto all’elemento principale, dal quale prende visivamente le distanze per porsi piuttosto in relazione al giardino esterno: il corpo che ospita il soggiorno e gli altri spazi d’intrattenimento sviluppa il progetto del padiglione immerso nel verde, dell’area di pausa rispetto al vivere quotidiano e ai suoi spazi. La leggerezza della struttura, che vuole quasi fondersi con il giardino, è sottolineata dal rivestimento in legno scuro e, per differenza rispetto al corpo principale, dalle vetrate che staccano il padiglione dal resto. L’equilibrio delle forze in campo non viene alterato dall’inserimento degli ambienti di servizio quali la lavanderia e la cantina, per i quali è stato riservata una porzione di piano interrato al di sotto dell’autorimessa.

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