15.Mar.10

“Scarpa e Il Palazzetto, una rapsodia architettonica”

Fino al 29 maggio, è possibile visitare presso il Centro Carlo Scarpa di Treviso la mostra dedicata al rapporto tra l’architetto e il suo committente Aldo Businaro: un legame incentrato sulla residenza seicentesca “Il Palazzetto”, di cui Carlo Scarpa ha ri-disegnato la corte dominicale.

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È stata inaugurata la mostra – omaggio alla figura di Aldo Businaro, committente legato a Scarpa sin dal 1969 – curata da Guido Pietropoli e prodotta dal MAXXI (Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo) e dall’Archivio di Stato di Treviso, in collaborazione con il Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio di Vicenza.

Il Palazzetto in pianta

La retrospettiva ripercorre il lungo lavoro di restauro e ri-disegno della corte dominicale della villa di Aldo Businaro: da qui il titolo della mostra, che rileva il carattere di rapsodia architettonica dell’intervento condotto da Scarpa, volto ad armonizzare una silloge di parti di autori diversi che, assieme, raccontano 400 anni di storia. Nell’arco di circa 7 anni, a partire dal 1971, l’architetto ebbe infatti l’incarico di progettare una serie di elementi a corredo di quanto già costituiva il Palazzetto. Carlo Scarpa provvide quindi a recuperare il padiglione adiacente all’ingresso, nonché a realizzare il muro di cinta, l’accesso principale e quello posteriore, il berceau e la celeberrima aia.

Il berceau

La progressione del progetto viene documentata dai disegni originali, conservati al Centro Carlo Scarpa e nei fondi presso il Centro Archivi MAXXI Architettura, e da altri autografi provenienti da collezione privata e dall’architetto Fabrizio Zuliani d’Este, collaboratore del maestro. Completano la rassegna i rilievi e le fotografie dell’as built, realizzati a rappresentare la conclusione dell’intervento, insieme al modello ligneo del complesso. Infine, a parete vengono proiettate brevi sezioni del film documentario girato dal regista Riccardo De Cal sugli interventi di Carlo Scarpa e sulla loro evoluzione a opera del figlio Tobia, autore della scala esterna e della pensilina d’ingresso a sud.

Il portone della barchessa

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