29.Lug.08

Hugh Grant insegna: quanto sono sexy i difetti!

Uno studio dell’antropologo Gil Greengross svela la strategia dei nuovi Casanova, lanciati nel più spericolato humour britannico Dal Web L’attore brittanico è riuscito a far capitolare l’hollywoodiana Julia Roberts di Notting Hill (e con lei, […]

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Uno studio dell’antropologo Gil Greengross svela la strategia dei nuovi Casanova, lanciati nel più spericolato humour britannico

Dal Web L’attore brittanico è riuscito a far capitolare l’hollywoodiana Julia Roberts di Notting Hill (e con lei, tutto il pubblico statunitense e non) con una conversazione a dir poco originale: “Vuole qualcosa da mangiare? Un qualcosa da mordicchiare? Albicocche dentro al miele? Perchè le fanno nessuno lo sa, visto che smettono di sapere di albicocca e prendono il sapore del miele: e se uno vuole il miele va a comprarsi il miele, invece delle albicocche al miele”; considerando che è sua la cucina da cui provengono simili prelibatezze, non stupisce che poi la donna teoricamente sedotta gli dica che “con le albicocche al miele avevi già toccato il fondo”.

“Per gli inglesi, le regole dell’ironia sono l’equivalente culturale dell’ordine di natura: vi obbediamo automaticamente, più o meno come ci comportiamo nei confronti della legge di gravità.” L’aveva già notato l’antropologa Kate Fox nel suo saggio “Watching the English” [“Osservando l’Inglese”], rilevando che oramai la pomposità e l’autocelebrazione sono strategie di comportamento datate: i traguardi raggiunti da una persona sono tanto più considerati dagli altri quanto meno vengono sottolineati.

L’ironia diventa poi una scelta ad alto rischio quando l’oggetto dello scherno sono addirittura elementi scomodi come i propri difetti. Sarà perché viene percepita come una prova di coraggio, ma le donne non sanno resistervi. Lo afferma l’antropologo Gil Greengross, nel suo “Dissing Oneself: The Sexual Attractiveness of Self-Deprecating Humour” [“Sbeffeggiarsi: l’attrattiva sessuale esercitata dall’autoironia”, n.d.R.], che verrà pubblicato il prossimo mese sul “Journal of Evolutionary Psychology” e di cui l’”Observer” ha dato alcune anticipazioni.
I Casanova di tutto il mondo sono giunti da tempo a questa conclusione: una donna che ride si lascia condurre più facilmente verso il boudoir, per cui l’umorismo è la tattica che primeggia su tutte. Ma una ricerca di due anni ha rilevato che non tutte le forme di humour si equivalgono. Il sentiero più breve per centrare l’obiettivo passa per un comportamento apparentemente controproducente, ovvero il disapprovare se stessi davanti alla preda.
Greeengross lo definisce “self-deprecating humour” e ricorda ancora quanto si sia sorpreso a scoprire il massiccio uso che ne fanno i conquistatori britannici: “E’ sbalorditivo quanto sia frequente l’uso dell’autoironia in contesti a sfondo sessuale, nei confronti di probabili amanti, partner stabili o potenziali rivali: le persone che la utilizzano sono considerati dei compagni di gran lunga più desiderabili rispetto agli altri.”

Spiegare un tale successo non è semplice. Forse davvero si apprezza il coraggio di questa scelta ad alto rischio, che può attirare l’attenzione sui propri difetti reali e portare ad uno sminuirsi del proprio status sociale. Soprattutto, l’ironia verbale è un indicatore di benessere mentale, per cui la capacità di prendersi in giro non è solo segno di intelligenza e creatività, ma addirittura di qualità morali come l’umiltà. Verrebbe da aggiungere che le donne ne hanno abbastanza di uomini perfetti su cui non c’è margine d’azione, assisi sui loro troni ed offerti alla contemplazione. Ad una donna più attiva e determinata fa seguito un uomo che le offre spazio ed un rapporto paritario, perché no anche facendo leva sui suoi istinti materni.

Attenzione però a non sperare nella sindrome della crocerossina: l’autoironia paga se fa fronte all’assenza di problematiche reali. Greengross mette in guardia: “Se sei un individuo con un basso status sociale, prenderti in giro può divenire una strategia disastrosa.” Perché questo genere di seduzione è ad alto rischio. Non dimentichiamolo, non è cosa per tutti.

[Traduzioni dall’inglese a cura della redattrice]

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