03.Gen.14

Consigli di lettura: 5 romanzi che ho apprezzato nel 2013

Di una settantina di libri letti nel 2013, comprendendo saggi e fumetti, questi sono i cinque romanzi che più mi sono rimasti impressi. Se non riuscite a orientarvi tra classifiche di vendita, critiche letterarie e quarte di copertina, provo con questo post a fare come, quando lavoravo in libreria, un cliente mi chiedeva un consiglio: vi racconto le mie impressioni, da lettore a lettore.

By

Qualche giorno fa, Lei mi ha detto di essere frustrata da tutti i libri “sbagliati” che ha acquistato nell’ultimo anno. Libri che ha comprato senza leggere prima tutte le recensioni su Anobii o GoodReads; perché magari uno ha tempo e voglia di leggere giusto l’opera, non la documentazione a riguardo. Peccato però che, fidandosi delle classifiche di vendita o della quarta di copertina, uno finisca per trovarsi in mano il libro che non fa per lui. Non in quel momento, almeno. Un po’ come le sere in cui vorresti chiudere la cena con uno sfizioso dessert e in dispensa hai solo sacchetti di patatine fritte: non è che il salato ti fa schifo, volevi qualcosa di dolce.
E a quel punto io che penso? Che dovrei scrivere un bel post in cui recensisco un po’ di libri, appunto. Senza aggiungere il mio solito sproloquio a un’opera che dice già tutto da sola, ma semplicemente dando il mio parere di lettore.
Lettore forte, sì; proprio una taglia forte della lettura, dal momento che – Anobii mi informa – nel 2013 ho letto 76 titoli tra libri e albi di fumetti, per un totale di quasi ventimila pagine. Lettore compulsivo, diciamocelo, che quindi può diversificare i consigli incontrando più lettori e rispettivi gusti. Quindi no, questo non sarà uno dei miei post “classici”, in cui faccio il pelo e contropelo a un aspirante Premio Nobel o già laureato tale: quelle sono le mie letture preferite, ma quando lavoravo in libreria non mi sognavo di consigliarle a tutti. La lettura è per tutti, ma non tutti siamo obbligati a leggere gli stessi testi!

Free wallpaper you can download from Zen Pencils (zenpencils.com) by Gavin Aung Than

Free wallpaper you can download from Zen Pencils (zenpencils.com) by Gavin Aung Than

Alif l’invisibile, di Wilson G. Willow

Ecco un bel romanzo coinvolgente, avventuroso e movimentato, che però si nutre di una storia attuale e una cultura vera. Insomma, non è la versione letteraria di un videogioco sparatutto. Soprattutto, non essendo un romanzo statunitense potrete evitare tutti i personaggi-stereotipi che popolano i romanzi di avventura o cyber-crime americani. Probabile che di stereotipi ce ne siano anche qui ma, appartenendo al mondo islamico, a me il tutto sapeva comunque di novità.
Oltre a trovare ben riuscito il collegamento tra miti musulmani e tecnologia digitale, per il tramite del potere che la parola ha in entrambe le dimensioni, ho persino imparato qualcosa. Non immaginavo una tecnica di tortura sottile, e sadica, come quella descritta oltre la metà del romanzo. Ancora, non sapevo dare una forma – per quanto fantastica – a un djiin arabo, visto che in Occidente ci è giunto solo sotto forma di Genio della Lampada di Aladino. Peccato che, appunto, questi enti soprannaturali abbiano tutti il potere di cambiare forma… e in che modi spettacolari!

Ritratto di famiglia con superpoteri, di Steven Amsterdam

Superpoteri non significa supereroi. Neppure supereroi con superproblemi, alla Watchmen. Significa superare un problema familiare, uno di quelli che tutti abbiamo o potremmo avere nella vita, anche se non sembra in nostro potere farlo. Quindi, con una soluzione simbolica o solo rivivendo nella tua testa la situazione: dotandoti di un superpotere. Riesci a liberarti dei legami familiari e volare alto come le tue ambizioni. O, se non rifiuti di far parte di una storia familiare, riesci a ri-costruirla senza che gli altri componenti se ne accorgano.
In ogni caso, conta che ti assumi la responsabilita di scegliere cosa fare del tuo potere, grande o piccolo che sia, e non è poi cosi importante scegliere se farne qualcosa di grande o no: conta conoscere il proprio posto in un mosaico di relazioni, e il contributo che con ogni azione – o non azione – si sceglie di dare.

Keep the Aspidistra Flying (Fiorirà l’aspidistra), di George Orwell

Qui restiamo in famiglia, nel senso che ancora una volta il romanzo è ambientato tra esseri umani, ambizioni individuali e relazioni interpersonali.
Peccato, però, che qui non intervenga nessuna soluzione di fantasia e, anzi, proprio i sogni del protagonista sembrano causargli i problemi maggiori. Senza volervi spifferare il finale, vi dico soltanto che giungerà anche lui a decidere cosa è meglio per se stesso, ma nel frattempo passerà più di un brutto quarto d’ora a scervellarsi sul dubbio di tutti gli adolescenti e i giovani uomini dell’età contemporanea: crescere e fare quello che la società ti chiede, o ribellarsi e andare contro ogni regola? Se vi sembra che i romanzi di formazione dell’Ottocento propongano possibilità ormai inattuali, credo che questo romanzo abbia invece ancora molto da dire.
Tant`è, pensavo fosse la mia “lettura sbagliata” del 2013 e invece lo inserisco nella classifica finale! È che me l’ha consigliato il mio mentore del giardinaggio dicendomi che ci si era ritrovato, e l’aspidistra è una pianta, per cui inizialmente le mie aspettative erano tutte orientate alla botanica. Questo dettaglio, quindi, posso rivelarvelo: una delle prime cose che saprete del protagonista è il suo odio nei confronti dell’aspidistra che tutti gli inglesi sembrano avere in casa. Al momento sto leggendo un libro che racconta *davvero* di giardini e giardinieri; tornerà utile per la lista del 2014.
Nota a margine: la versione in lingua originale è disponibile per il download gratuito dal sito dell’Università di Adelaide, Australia, motivo per cui mi sono rifatta all’edizione in inglese pure se esiste la traduzione in italiano. Versione, quella per l’Italia, che tra l’altro non mi risulta sia attualmente in commercio.
Nota a margine della nota a margine: ormai dieci anni fa, ho imparato a leggere libri in inglese proprio per avere a disposizione più titoli e pagarne meno la maggior parte, che magari su altri mercati editoriali erano disponibili immediatamente nella versione economica/tascabile oltre che in quella “di lusso”. Potrebbe essere un modo per invogliare alla lettura, quello di realizzare lo stesso prodotto in qualità – e quindi fasce di prezzo – differenti. Ma no, andiamo avanti a stampare i libri novità in una sola edizione – da 15/20 euro se va bene – e proponiamoli in paperback un paio d’anni dopo, quando ormai non fanno notizia. Sempre lamentandoci del fatto che in Italia nessuno ha più voglia di leggere, chiaro.

Acqua nera, di Joyce Carol Oates
Conversation in the Cathedral (Conversazione nella “Catedral”), di Mario Vargas Llosa

Due lavori che giustificano l’assegnazione del Nobel per la Letteratura o, nel caso della Oates, l’essere dati tra i favoriti per diversi anni. Due lavori che mi hanno fatto rivalutare due autori che, se non delusa, in precedenza mi avevano comunque lasciato perplessa sui loro effettivi meriti. E già da questa premessa dovreste capire che sì, sono passata alle mie letture preferite; quelle che normalmente non si fila nessuno o quasi. Conto però sul quasi e mi riservo un paio di commenti a favore dei miei cinque lettori abituali – Manzoni ne aveva 25, ma non c’erano tutti i blog letterari di oggi.

Della Oates avevo già letto Le Cascate, riguardo al quale trovate tutti i miei dubbi qui. In questo racconto lungo, che di certo è meno articolato del romanzo che ho già recensito, ho trovato quello che mi aspettavo: un finale spietato, date le premesse di una storia con tutto il cinismo possibile – e di cui la Oates si dimostra sempre ampiamente provvista. Stavolta, proprio non posso “accusarla” di essere scesa a compromessi con il suo affetto – e quello dei lettori – verso i personaggi.
È una questione morale, che andrebbe inserita nella deontologia del romanziere semmai ne esistesse una: se i personaggi restano ancorati alle loro convinzioni o ossessioni, con queste andranno a fondo. Non puoi tradirli, se hai dato loro una natura non puoi alla fine dargliene un’altra per non far male a nessuno. Perché fa male leggere di una brutta fine, certo! Ma non si tratta per forza di un brutto finale per il libro. Il bello delle storie è anche questo: a leggere di com’è andata male a loro, magari ti impegni nella vita reale per passartela meglio.
Sconsiglio però questo libro a chi soffre di claustrofobia, ansia generalizzata e attacchi di panico, pensieri di morte ricorrenti. Non è il caso di rincarare la dose: certe esperienze si possono e devono esorcizzare… una volta che sono state superate. Nel frattempo, è molto ma molto meglio dedicarsi a ciò che più fa star bene.

Nota a margine, aggiunta il 10 gennaio 2014: Cristina Brondoni – mia ex collega, nonché criminologa forense, giornalista e blogger – mi ha raccontato della storia vera che ha ispirato Acqua Nera. Riporto qui il suo commento e la ringrazio per il prezioso contributo: il 18 luglio 1969, il Senatore degli Stati Uniti Ted Kennedy era in auto con la sua segretaria Mary Jo Kopechne; erano stati a una festa insieme sull’isoletta di Chappaquidick, vicinissima all’isola Martha’s Vineyard (Massachusetts). Ebbero un incidente, lui si salvò e lei no. Kennedy disse che aveva tentato di salvarla, ma sul corpo della vittima c’erano tracce di sangue incompatibili con la dinamica dell’incidente. Naturalmente al Senatore venne imputato poco e niente, ma la reputazione di Ted venne seriamente compromessa.

Di Mario Vargas Llosa avevo letto la biografia romanzata di Paul Gauguin negli anni “isolani”, prima a Tahiti e poi nelle Isole Marchesi della Polinesia. Mi aveva colpito l’asciutta lettura della vita – e del carattere – di un pittore non certo “misurato” nelle sue manifestazioni. Ne ho appreso alcuni avvenimenti biografici che in effetti ignoravo: ora so che non si è trattato proprio della scampagnata del classico occidentale esotista, quello che va nel posto dei suoi sogni e ne riporta solo e soltanto l’esperienza da tour che vuole avere né più né meno. Eppure, non posso dire che si tratti di una delle biografie di artisti che preferisco. Si sa che sono piuttosto esigente a riguardo: questo genere di letture è proprio una mia mania. Chiarendo una volta per tutte, dalla biografia romanzata di un artista mi aspetto di capire – percepire, sentire – in modo nuovo e più cosciente le sue opere, una volta che torno a guardarle. Se così non accade, non dirò che la biografia mi è piaciuta. Potrà essere la più interessante e avvincente storia di uomo, donna o famiglia mai scritta… ma non di un artista.
Ma il romanzo che ho letto durante l’anno, questo è un romanzo come piace a me: un coro di voci e vite, ricordi e verità sottaciute, accuse e improvvise compassioni! Un romanzo che racconta la vita nei modi della vita: accavallando presente e passato, la mia voce e la tua mentre parliamo, quello che dico e ciò che intanto penso ma taccio; l’inizio e la fine, che in fondo non sono concetti reali perché quand’è che la vita ha inizio? E finisce con te, o tu vivi nelle conseguenze delle tue azioni e in chi continua a viverle?
Proprio un bel “mattone”, in cui si addensa tutto quanto si portano dietro non solo i personaggi, ma l’intera nazione in cui vivono. La storia che s’intreccia con la Storia e finalmente ne capisci la portata; perché i libri di testo riportano i morti di chi ha combattuto la dittatura, ma nessuno conta i colpi all’anima di chi è sopravvissuto.
Trattandosi di un libro così spesso, per lunghezza e contenuto, consiglio di immergervi tra le sue pagine per lunghe “sessioni”: anche se la Cathedral/Catedral/Cattedrale del titolo è un bar locale e non una chiesa, i due protagonisti si confesseranno ricordi e peccati che solo una lettura paziente può accogliere. E perdonare, forse.

Tag:, , , , , , , ,

Post a Comment

Your email is never published nor shared. Required fields are marked *

*
*

Tag Cloud

 

Featured picture
Licenza Creative Commons
La Traccia by Caterina Porcellini is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported License.
Software Design & Development StefanoAI