30.Dic.07

L’anima dei mostri – Clare Clark

Quando la normalità di un’anima è più interessante della mostruosità “Eliza. E cosa ti porta a Little-whalebone-court, Eliza?” Alzai le spalle, accennando un sorriso. Il pagliaccio mi restituì il sorriso: aveva un’espressione gentile.”Il destino” dissi […]

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Quando la normalità di un’anima è più interessante della mostruosità

Eliza. E cosa ti porta a Little-whalebone-court, Eliza?” Alzai le spalle, accennando un sorriso. Il pagliaccio mi restituì il sorriso: aveva un’espressione gentile.”Il destino” dissi piano. “E il bisogno”. La giovane campagnola avventata si ritrova in esilio nella Londra sconosciuta del XVIII secolo. Vittima ignara dei potenti, dal ricco seduttore al suo visionario padrone, giunge alla propria salvezza grazie all’accettazione della normalità più estrema e meno desiderata.

Si spera sempre che l’incipit di un romanzo sia memorabile, ma raramente è addirittura traumatico. L’Anima dei mostri ha inizio con una sorta di dichiarazione bellica al lettore, la cui prima sensazione è un vago malessere, un sottile rigetto davanti all’essere stato gettato a forza davanti alle memorie torbide di una lussuria adolescenziale. Lo stratagemma è ingegnoso, ci si trova proprio malgrado già invischiati nell’atmosfera peccaminosa che vuole costituire il cuore e la cifra dell’opera.

Peccato che duri poco. L’insistenza con cui l’autrice, Clare Clark, calca la mano su tutto un repertorio di descrizioni e aggettivi di sapore post-romantico e genere tendente al dark, finisce presto per annoiare. Dal momento in cui si viene calati all’interno della vicenda attraverso la voce dell’incauta protagonista, vengono forniti tanti e facili indizi che lo svolgimento dell’intreccio è sempre mentalmente anticipato dal lettore, cui fanno seguito in penoso ritardo le riflessioni di Eliza, che per quanto pronta di lingua non risulta altrettanto rapida di intelletto. In un romanzo che si dichiara con tanta ostinazione opera di genere, si fa sentire molto la totale assenza di suspense, la mancata abilità nel saper dosare i momenti salienti. A poco valgono le ricostruzioni di una Londra fangosa e di un Illuminismo delirante, dal momento che la perversione è tutta di facciata e non vive della sottile intellettualità che ha costituito, ad esempio, la grandezza di Il Profumo di Suskind.

La fortuna del libro consiste nell’evasione (non è ben chiaro se accidentale o voluta) dai limiti del genere, a favore di un elemento più reale e psicologicamente ben caratterizzato. Mary la mentecatta, su cui si incentra in progressione la seconda parte dell’opera, è personaggio ben più reale, capace di sollecitare se non immedesimazione di certo un sentimento partecipe, tanto in Eliza che nel lettore. Muovere dall’atmosfera torbida e soffocante ad accenti più intimi e non insistiti, ma chiaramente femminili, è una scelta che premia l’autrice. Resta il rammarico che, se certi stilemi fossero stati accantonati prima, la storia avrebbe guadagnato ben altra incisività.

Titolo: L’anima dei mostri [The nature of Monsters]

Autore: Clare Clark

Editore: Neri Pozza

Anno di pubblicazione: 2007

Prezzo: euro 18

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