Teoria applicata dei piccoli mondi

11 febbraio 2013
Lunedì mattina, mentre papa Benedetto XVI abdicava cogliendo di sorpresa la cristianità contemporanea e non soltanto quella, nell’aprire la finestra del bagno Kate si ritrovava con la sgangherata maniglia in mano.
Lei, almeno, aveva preventivato un simile inconveniente: le cose prima o poi si rompono e vanno sostituite.

12 febbraio 2013
Martedì mattina, mentre il mondo accusava sdegnato la Corea del Nord di star giocando col fuoco e un test nucleare di troppo, a Kate veniva rivelato che fino ad allora avevano scherzato con le sue speranze e sì, in effetti non c’è proprio uno straccio di possibilità che le rinnovino il contratto.
Kate tornava a casa in lacrime dove, giusto per non essere l’unica a perdere liquidi, rilevava che pioveva in salotto dal soffitto. Non avendo fatto altro che parlare di Estremo Oriente per tutto il giorno, come poteva Kate farsi mancare la classica tortura della goccia cinese?

13 febbraio 2013
Mercoledì Kate festeggiava il settimo compleanno di Pico, il Piccolo Levriero Italiano più fotografato in Europa.
(Il dato statistico non prelude a rivendicazioni imperialistiche per la romanità che fu, tanto non c’è storia: a scorrere Instagram, viene da credere che ci siano più Levrieri made in Italy nelle case in Giappone che negli allevamenti del Bel Paese. La relazione tra giapponesi, animali domestici più o meno buffi e fotografia amatoriale è una simbiosi tripartita, impossibile batterla: cfr. lei, lei, lei e pure lei, che al momento è in trasferta.)
Nel frattempo, la morte di Gabriele Basilico veniva pianta da mezzo mondo – la parte di mondo che lui ha così bene inquadrato e fotografato. Siccome nei suoi scatti non figura manco un levriero, Pico ha continuato a scodinzolare imperterrito per tutto il giorno: finché c’è Elliott Erwitt c’è speranza; per la fotografia a soggetto canino, almeno.

14 febbraio 2013
Giovedì, Kate spezzava la chiave della sua cassetta postale nella serratura. E lì ce la lasciava, ‘ché in fondo non si trattava di un danno irreparabile.
Intanto, altre chiavi giravano leste a far scattare manette sui polsi di Oscar Pistorius, ‘ché lui il danno l’ha fatto ben più grosso. Però, che coincidenza: a farne le spese è stata sempre una donna.

15 febbraio 2013
Venerdì mattina un meteorite passava sul cielo siberiano per poi schiantarsi al suolo, con gran strepito di vetri infranti, automobili allarmate e diversi feriti.
Si suppone che anche la lavastoviglie di Kate abbia subito uno scossone emotivo-elettromagnetico, ma i giornali non ne danno notizia. Fatto sta che in quelle stesse ore rifiutava di funzionare, limitandosi a un autistico, inintelleggibile lampeggìo di tutti i comandi del panel.
Giunta la sera e passato l’asteoride 2012 DA14 sull’emisfero australe, liscio come solo un boccino da biliardo planetario può passare tra i pedoni della nostra rete satellitare, Kate ripristinava le comunicazioni pure con la lavastoviglie. Prima di andare anche lei in standby, Kate si convinceva che il pericolo globale era scampato e le si prospettava – finalmente! – un normale weekend.

Salvo svegliarsi sabato mattina (16 febbraio 2013) e scoprire  di avere il terrazzo circondato da ponteggi e operai che ci passeggiano sopra, facendo spuntare il loro giallo caschetto come un nuovo vaso Kartell per esterno. Esterno non solo alla casa: anche al terrazzo, in questo caso! Come se fosse normale.
Giunti a questo punto della settimana, può darsi pure che lo sia: Kate non si pronuncia più.

Credits dell’icona in homepage: Flash Flood Basin Icon designed by Iconathon from The Noun Project

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *