31.Lug.11

La Biennale – Eventi collaterali: “Pino Pascali. Ritorno a Venezia”

Tra le quattro iniziative italiane che la Biennale di Venezia di quest’anno ha accolto nel programma ufficiale degli Eventi collaterali (37 in tutto), non passa inosservato il ritorno di una “vecchia conoscenza” dell’Esposizione Internazionale d’Arte nella Laguna: il “Ritorno a Venezia” – dal nome dell’evento promosso dalla Fondazione Museo in collaborazione con la Regione Puglia – ha tutti i caratteri di una retrospettiva che vuole rendere omaggio a Pino Pascali, nel contempo proponendosi di indagare sull’attuale stato dell’arte nella sua terra d’origine e non soltanto.

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Tra le (sole) quattro iniziative italiane che la Biennale di Venezia di quest’anno ha accolto nel programma ufficiale degli Eventi collaterali (37 in tutto), non passa inosservato il ritorno di una “vecchia conoscenza” dell’Esposizione Internazionale d’Arte nella Laguna, per quanto il ricordo del precedente non sia dei più lieti: invitato a prendervi parte nel 1968, Pino Pascali morì prematuramente quando la mostra era ancora in corso, tanto che il Premio Internazionale per la Scultura gli venne tributato postumo. Il Ritorno a Venezia – dal nome dell’evento promosso dalla Fondazione Museo Pino Pascali in collaborazione con la Regione Puglia – ha quindi tutti i caratteri di una retrospettiva che vuole rendere omaggio al Maestro, nel contempo proponendosi di indagare sull’attuale stato dell’arte nella sua terra d’origine e non soltanto.

Il progetto, le cui curatrici generai sono Rosalba Branà e Giusy Caroppo, si suddivide infatti in tre sezioni principali, la prima delle quali specificatamente orientata a ricostruire l’eclettico percorso artistico di Pino Pascali: dall’iniziale sperimentazione con materiali estranei alla tradizione dell’opera bidimensionale, come la latta ritagliata; fino alle più celebri sculture con le quali l’artista si riappropria degli elementi del paesaggio mediterraneo, letteralmente ricostruendoli in quella sintesi tra naturale e artificiale, concretezza oggettuale e gioco semantico (si veda l’efficace definizione di “mare-vocabolo” coniata da Renato Barilli), per cui l’etichetta di Arte Povera non è forse la più appropriata. A completare il percorso espositivo, la Fondazione mette per la prima volta a disposizione i propri “cimeli”, ovvero una serie di testimonianze inedite che narrano una biografia privata dell’artista. Anche le fotografie di Claudio Abate, testimone egli stesso dell’opera di Pascali, e di Luigi Ghirri, che nella sua indagine sul paesaggio italiano non ha dimenticato Polignano a Mare, vanno ad ampliare il ritratto dello spregiudicato pugliese.
Proprio al suo spirito sperimentatore, che l’ha portato a “giocare” con le tecniche e i linguaggi, rimanda il Premio Pino Pascali: ogni anno, dal 1997, viene conferito a quelle personalità dell’arte internazionale che fanno mostra della stessa apertura di pensiero (e pratica) di cui era capace l’artista, cui il Premio è intitolato. La seconda sezione della mostra veneziana rappresenta quindi una ricognizione della storia recente di questa onorificenza, che è stata assegnata tra gli altri a due artisti “totali” quali Jan Fabre e Adrian Paci.

Infine, Puglia: sguardo contemporaneo costituisce un saggio della cultura artistica pugliese al giorno d’oggi, presentando opere provenienti appunto da due realtà locali come la Collezione della Fondazione e da Intramoenia Extra Art. Da una parte, infatti, il Museo Pino Pascali promuove la produzione culturale sul proprio territorio, mentre la seconda istituzione ha dato vita a un museo temporaneo diffuso – perché presente all’interno di castelli e palazzi storici dislocati in tutta la Regione –, che ricorre a collaborazioni internazionali (si pensi a Bill Viola) e progetti specifici come quelli di Stefano Cagol e Miki Carone, per citarne alcuni.

Pino Pascali
Pascali nasce a Bari nel 1925 e scompare a Roma nel 1968, a soli 33 anni, a causa di un incidente motociclistico. Nonostante la brevità, la sua carriera artistica è lo stesso folgorante, concludendosi l’anno della morte con la consacrazione definitiva (per quanto postuma) alla 34° edizione della Biennale di Venezia, dove gli viene tributato il Premio Internazionale per la Scultura. In realtà, oltre che artista Pascali è stato scenografo e pubblicitario (fino al 1964, per lo storico Carosello in onda sulla RAI), in linea con un’attitudine sperimentale che costituisce anche la cifra stilistica della sua produzione scultorea. Non a caso difficilmente inquadrabile in un movimento artistico canonizzato (che sia la Pop Art o l’Arte Povera), la poetica di Pascali si esplicita meglio nel gesto ludico, infantile, dell’appropriazione creativa degli archetipi naturali (la donna, gli animali preistorici e non, il mare) e culturali (le armi), secondo una caratteristica ibridazione tra natura e artificio, tra somiglianza iconica e cortocircuito semantico.

Il Museo e il Premio Pino Pascali
Quello intitolato a Pino Pascali è attualmente l’unico museo di arte contemporanea stabile in Puglia; collocato nell’omonimo palazzo proprio sopra l’arco d’ingresso al centro storico di Polignano a Mare, cittadina dove l’artista è sepolto, è stato inaugurato nel 1988 con una grande antologica curata da Achille Bonito Oliva e Pietro Marino e dedicata, naturalmente, al Maestro scomparso vent’anni prima. Oggi, oltre a curare l’Archivio Pascali – lasciato degli eredi –, il Museo si divide tra l’organizzazione di mostre temporanee, la gestione della collezione permanente e il Premio Pino Pascali. Questo fu istituito nel 1969 dai genitori dell’artista, che misero in palio una somma di 200mila lire per ogni edizione; al vincitore spettava anche l’allestimento di una mostra personale. Tra gli artisti ai quali il Premio fu assegnato fino al 1976, figurano nomi storici come Vettor Pisani, Vincenzo Agnetti e Jannis Kounellis; dopodiché, la morte di Franco e Lucia Pascali segnò un’interruzione quasi ventennale del Premio. A istituirlo nuovamente ha provveduto il Museo Comunale Pino Pascali, nella figura della sua direttrice Rosalba Branà, tramite il sovvenzionamento pubblico da parte della Regione Puglia e del Comune di Polignano a Mare. Oltre ad allestire una personale dedicata alla produzione dell’artista vincitore, il museo procede ad acquistarne un’opera, che entra a far parte della collezione permanente. Dato lo “spirito” con cui il Premio viene assegnato, non stupisce quindi che la raccolta museale presenti opere con una vocazione alla multimedialità, alla contaminazione sperimentale di linguaggi e tecniche espressive. Un altro criterio seguito per la scelta dell’artista vincitore del Premio – andando quindi a costituire un indirizzo per la collezione del museo – riguarda il suo essere “una promessa”: ai nomi sacri già consacrati dalla critica, vengono preferiti quegli autori che si sono sì affermati a livello internazionale, ma il cui percorso artistico promette appunto ulteriori, inedite evoluzioni.

La mostra
Titolo Pino Pascali. Ritorno a Venezia / Puglia arte contemporanea
Curatori generali
Rosalba Branà, Giusy Caroppo
Sede
Palazzo Michiel dal Brusà, Venezia
Durata
fino al 7 agosto 2011
Orario
da martedì a domenica 11.00 – 19.00
Ingresso
gratuito
Informazioni al pubblico
Fondazione Museo Pino Pascali
tel. 080 4249534
www.museopinopascali.it

Articolo pubblicato sul numero 10 di Arte Shop Magazine (23 giugno 2011). Courtesy Action Group Srl.

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