150 anni e non sentirli. Se il Compasso d’Oro è nato “soltanto” nel 1954, il fatto che l’annuncio dei premiati della XXII edizione sia stato dato a Roma – per la prima volta, il 12 luglio – non è certo un caso; anzi, esiste un legame diretto con l’anniversario dell’Unità d’Italia (si veda la mostra “Unicità d’Italia” al Palazzo delle Esposizioni) e soprattutto con l’identità nazionale, che il cosiddetto made in Italy ha contribuito a costruire anche all’estero.
Un “fare italiano” che, se a buon diritto possiamo considerare i 19 vincitori e le 77 menzioni come l’eccellenza delle realizzazioni già segnalate nel corso del triennio (2008-2010) dai vari ADI Index, dimostra di essere sì legato a una gloriosa tradizione – in apertura di cerimonia fatta risalire al Rinascimento – come pure di volerla rinnovare secondo lo spirito del tempo.
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