18.Mag.11

L’arte di Paladino che sale: da Napoli a Milano

Fino al 10 luglio, il centro del capoluogo lombardo è teatro di una monografica che ripercorre oltre trent’anni di attività del maestro campano Mimmo Paladino: la mostra a Palazzo Reale, curata da Flavio Arensi, ha portato anche alla nuova installazione della “Montagna di sale” nella piazzetta antistante la storica sede espositiva.

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Sono trascorsi quindici anni dall’ultima volta in cui la siderale Montagna di sale venne allestita: allora – si era in piazza del Plebiscito a Napoli – l’opera si trovò al centro, non solo in senso urbanistico, ma delle stesse “attenzioni” della cittadinanza partenopea, per nulla intimidita dall’aspetto monumentale dell’installazione (35 metri di diametro per 10 di altezza).
Proprio Mimmo Paladino (Paduli, 1948) ricorda che “successe di tutto: dagli scugnizzi che si arrampicarono a chi recuperò il sale per il valore scaramantico che ha per la Smorfia; addirittura si giocarono i numeri al lotto, per altro vincendo, insomma fu una specie di appropriazione dell’opera da parte della comunità. A mezzanotte di Capodanno Nino D’Angelo tenne un concerto abbarbicato sulla cima, nonostante le vertigini.” E subito dopo, così com’era sorta dal nulla, la Montagna scomparve in un’esplosione pirotecnica. Il maestro campano, però, non sembra essersene avuto a male: “Ritengo giusto sia sparita e sparisca di nuovo per riemergere chissà quando e dove, poiché fu e resterà un’epifania, fatta di materiali deperibili, un’apparizione misteriosa, una sorpresa”.

Ecco infatti che l’opera è ricomparsa a Milano, in Piazza Reale, a confrontarsi con la verticalità scultorea del Duomo e il dinamismo che ha da poco preso a dominare la Torre dell’Arengario, animata dagli arabeschi della Struttura al neon di Fontana. L’artista si dichiara convinto che il nuovo allestimento riconduca logicamente “proprio a questo valore della transitorietà, del viaggio che comincia nel profondo sud della Sicilia, passa da Napoli e arriva davanti alla Cattedrale, di cui architettonicamente diventa una sorta di quinta”. Anche Flavio Arensi, curatore della mostra in corso a Palazzo Reale fino al 10 luglio, ha trovato “quasi istintivo chiedergli [riferimento a Mimmo Paladino, ndr] di portare la Montagna di sale in piazza Duomo, nonostante qualche riserva per i numerosi eventi che di norma occupano il sagrato basso davanti alla cattedrale, manifestazioni e appuntamenti non certo consoni per l’installazione di un opera artistica.” Eppure, nelle intenzioni dell’artista (debitamente suffragate nell’episodio di Napoli), “ la Montagna ha bisogno di un luogo pieno di gente, è un’opera popolare, non ha paura del confronto”.

Arte e pubblico si riappropriano vicendevolmente del loro rapporto, dunque; dei luoghi istituzionali, che vengono sottratti a una monumentalità nozionistica e restituiti al significato etimologico del monumento come ricordo, patrimonio della memoria collettiva.
La riappropriazione della realtà con tutto il suo retaggio fenomenico, e dunque di un’arte sensibile o sensuale (pittura in primis), è d’altronde l’obiettivo primo da cui prende l’abbrivio il percorso artistico di Paladino, proprio “all’epoca di una dematerializzazione pura e assoluta, in cui l’oggetto d’arte lascia il posto all’astrazione della filosofia e alla tirannia dell’idea che cancellano ogni presenza della cosa e della materia, per esaltare il non-visto e l’immateriale”, come ricorda Germano Celant. L’esposizione di Palazzo Reale ripercorre quindi le tappe fondamentali dell’evoluzione creativa vissuta dal campano; all’interno del nucleo di 50 opere di cui si compone la mostra, non manca per esempio un lavoro fondamentale come Silenzioso, mi ritiro a dipingere un quadro del 1977, antesignano della successiva esperienza della Transavanguardia. In generale, ogni sala si propone di evidenziare i fondamenti estetici e linguistici della produzione di Paladino, anche la più recente: si sviluppa così un percorso basato, più che su di una successione cronologico, su una progressione di suggestioni; non ultime quelle trasmesse dall’installazione dei Dormienti, che vede la collaborazione del compositore David Monacchi.

Paladino Palazzo Reale
Milano, Palazzo Reale – Piazza Reale
7 aprile – 10 luglio 2011
Lunedì h 14.30 – 19.30, da martedì a domenica h 9.30 – 19.30 (giovedì e sabato chiusura posticipata h 22.30)
Ingresso: intero € 9,00, ridotto € 7,50, ridotto speciale scuole € 4,50
Informazioni: tel. 02 4335.3522
www.paladinopalazzoreale.it

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Una versione ridotta di questo articolo è stata pubblicata sul numero 8 di Arte Shop Magazine (23 maggio 2011). Courtesy of Action Group Editore.

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