05.Mar.11

“Terre Vulnerabili. Interrogare ciò che ha smesso per sempre di stupirci” – Hangar Bicocca (Milano)

Prosegue con la seconda mostra, curata da Andrea Lissoni, il progetto Terre Vulnerabili iniziato nell’ottobre del 2010 all’HangarBicocca di Milano, sotto la direzione artistica di Chiara Bertola. L’esposizione Interrogare ciò che ha smesso per sempre di stupirci, inaugurata il 2 febbraio, sarà aperta al pubblico fino agli inizi di marzo, quando farà seguito la terza fase del progetto curatoriale che vede coinvolti nel complesso trenta artisti e altrettante opere, appositamente pensate per HangarBicocca se non proprio site specific.

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Prosegue con la seconda mostra, curata da Andrea Lissoni, il progetto Terre Vulnerabili iniziato nell’ottobre del 2010 all’HangarBicocca di Milano, sotto la direzione artistica di Chiara Bertola. L’esposizione Interrogare ciò che ha smesso per sempre di stupirci, inaugurata il 2 febbraio, sarà aperta al pubblico fino agli inizi di marzo, quando farà seguito la terza fase del progetto curatoriale che vede coinvolti nel complesso trenta artisti e altrettante opere, appositamente pensate per HangarBicocca se non proprio site specific.
La specificità del linguaggio artistico di ciascun autore è bilanciata tanto dalla presenza di un tema portante (in questo caso, la vulnerabilità) quanto dalla riflessione comune condotta dagli artisti già a partire dal settembre 2009: attraverso una serie di incontri, gli apporti individuali sono stati messi a confronto e adattati in vista di un’esposizione collettiva, all’interno della quale le opere che vanno ad aggiungersi in un secondo momento modificano la visione della mostra precedente.
Così, l’urbanista e architetto Yona Friedman ha esteso la sua partecipazione al progetto (dove era già presente con una videoanimazione) realizzando un Labirinto, struttura leggera e dinamica, nel quale ospitare altri lavori; analogamente, Adele Prosdocimini accoglie, sui suoi tappeti di feltro ricamati, proprio le riflessioni emerse negli incontri con gli altri artisti. A questi contributi si sommano quelli di Carlos Garaicoa sul controllo dell’informazione e di Bruna Esposito sulla paura della morte, o ancora le opere di Invernomuto, Kimsooja, Margherita Morgantin, Remo Salvadori e Nico Vascellari.

L’origine dell’opera di quest’ultimo è, stando alle dichiarazioni dell’artista, particolarmente toccante ed esemplificativa della tematica che contraddistingue questa seconda tranche della mostra in progress. Nel video di Vascellari viene ripreso uno spettacolo pirotecnico all’interno di un edificio distrutto dalla guerra, mentre la voce di un uomo imita gli scoppiettii prodotti dai fuochi d’artificio durante le feste paesane. L’uomo è Tiberio De Poi ed è lo stesso Vascellari a spiegare cosa accomuni l’imitazione del signore alla sua sensibilità artistica e, in ultimo, alla sua vulnerabilità: “Avevo poco meno di sei anni quando una notte mi svegliai in lacrime in preda al panico avendo scambiato il suono dei fuochi d’artificio della festa del paese per le esplosioni delle bombe di una nuova guerra. L’episodio mi è tornato in mente qualche anno fa quando incontrai Tiberio, un signore divenuto celebre in paese per essere andato alla Corrida di Corrado per esibirsi in un’imitazione dei fuochi d’artificio della sagra di Vittorio Veneto. Solo dopo averci parlato a lungo mi rivelò che aveva cominciato a produrre quel suono per dimenticare il suono delle esplosioni della Seconda Guerra Mondiale”.

Milano, HangarBicocca
Dal 3 febbraio (i successivi quarti di Terre Vulnerabili dal 10 marzo e dal 13 aprile)
Da martedì a domenica h 11.00 – 19.00, giovedì h 14.30 – 22.00
Ingresso: intero 8 euro, ridotto 6 euro
Informazioni: info@hangarbicocca.it – www.hangarbicocca.it

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Una versione ridotta di questo articolo è stata pubblicata sul numero 6 di Arte Shop Magazine (23 febbraio 2011). Courtesy of Action Group Editore.

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