01.Feb.11

Fondazione SoutHeritage: Matera tra arte e cultura d’impresa

La cultura come conseguenza dell’assunzione di una responsabilità sociale da parte dell’impresa: nasce così la Fondazione SoutHeritage, nella convinzione che un’azienda possa produrre diverse tipologie di ricchezza sul territorio in cui opera, proprio a partire dalla valorizzazione del contesto stesso.

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Dopo aver operato per alcuni anni in qualità di sponsor e collezionista, nel 2003 l’Azienda Agricola Grani Cavalli dà vita alla Fondazione SoutHeritage per l’arte contemporanea. La scelta viene compiuta all’interno di una generale assunzione della Responsabilità Sociale dell’Impresa, secondo la quale l’arte, la cultura e l’estetica contemporanea rappresentano non soltanto un modo differente di proporre la propria immagine aziendale, rispetto ai diretti concorrenti, ma un valore sociale di cui la stessa organizzazione commerciale deve farsi tramite, in quanto organismo radicato in un territorio e non mero produttore di plusvalore economico.

Parte di una comunità, la stessa azienda contribuisce alla creazione di una community raccolta attorno ai suoi valori etici e culturali, scaturiti da una coscienza ecologica e ambientale. Non a caso, infatti, Azienda Agraria Grani Cavalli è stata insignita, nel 2005, del Premio Impresa & Cultura “per aver proiettato il valore ambientale, storico e culturale del proprio territorio in una prospettiva contemporanea”. Ancora, quella che di fatto è la prima fondazione operativa d’impresa nel Sud Italia, insieme alla sua azienda madre, prenderà parte all’Expo di Milano 2015 all’interno della Campionaria delle Qualità Italiane, selezionata da Symbola in quanto esperienza imprenditoriale di particolare attinenza con il tema della stessa esposizione (Feeding the Planet, Energy for Life, ovvero “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”).

Al di là dei riconoscimenti riscossi, storicamente la grandezza di una politica mecenatesca si misura dai risultati che è capace di produrre; regola tutt’ora valida, anche all’interno di un contesto artistico rinnovato, che vede entrare in scena attori diversi rispetto al canone tradizionale. Di tutto ciò la Fondazione SoutHeritage è ben cosciente, tanto da puntare proprio su un processo di crescita collettiva, sul progressivo protagonismo della comunità come primo referente dell’artista, in alternativa all’impegno delle istituzioni italiane (sempre più scarso) e dell’investimento privato dei collezionisti. Pertanto, la Fondazione opera per la diffusione dell’arte contemporanea non solo presso gli appassionati ma, anche, tra coloro che all’arte devono ancora avvicinarsi: l’ingresso a tutte le iniziative è gratuito ma, soprattutto, queste si insediano in luoghi storici e simbolici della città di Matera (patrimonio UNESCO) e della Basilicata in generale, al di fuori quindi degli spazi espositivi tradizionalmente destinati agli eventi artistici, secondo un dialogo che fornisce agli artisti stimoli di antica memoria e, dei luoghi, vivifica la stessa memoria storica e culturale.

Gli ambienti, anziché come semplici contenitori, vengono intesi come spazi di progettazione e di sperimentazione e lo stesso ente si definisce unafondazione espansa”: non più luogo in sé, ma meccanismo flessibile capace di dilatarsi sul territorio; un’operazione concettuale pro-motrice di tendenze e tematiche inedite più che di opere-oggetto singolarmente individuate. Per il 2011 la Fondazione dichiara infatti di voler consolidare il dialogo con il territorio lavorando con artisti interessati a sviluppare sistematicamente questa modalità operativa, in superamento di una logica emergenziale.

L’obiettivo verrà perseguito attraverso esposizioni temporanee e una serie di progetti già in corso, dalla residenza d’artista a Montescaglioso a Index, che mira a costituire un archivio della produzione artistica regionale in vista della sua promozione presso il vasto pubblico; ancora più in generale, il progetto interdisciplinare Archiviazioni: esercizi d’indagine sul Sud contemporaneo vede una collaborazione tra le città di Matera e Lecce per condurre una ricerca sul Meridione d’Italia, studiato nei punti che lo rendono culturalmente (più che geograficamente) affine ad altre realtà.
Già a partire dal 19 febbraio, un altro progetto curatoriale vede coinvolti importanti nomi della scena internazionale e un luogo rappresentativo di Matera: nella mostra DOC. Documentalità, testualizzazione e immaginazione teorica, curata da Angelo Bianco, 145 lavori tra opere-documento e produzioni testuali vengono ospitati, oltre che presso la Fondazione, nella sede dell’Archivio di Stato, che ha eccezionalmente aperto al pubblico i propri depositi. Proprio il patrimonio documentale conservato è stato richiamato in causa da una delle operazioni estetiche selezionate per la mostra; il magazine Permanent Food, curato da Maurizio Cattelan e Paola Manfrin con Dominique Gonzales-Foerster, oltre a richiamare nei suoi readymade visuali tutta una serie di suggestioni pop, funge infatti da “catalizzatore” della memoria storica degli spazi-deposito dell’Archivio.

In generale, la mostra trasferisce l’attenzione dall’oggetto d’arte al processo artistico in senso lato, dal momento che la parola è un medium più teorico e progettuale che materiale; contestualmente, al pubblico vengono attribuite nuove responsabilità nella fruizione e nella formazione delle opere stesse. Tra documenti e superfici narrative, l’esposizione vede partecipare artisti del calibro di Vincenzo Agnetti, Sophie Calle, Jenny Holzer, Mel Bochner, Fischli & Weiss, Joseph Beuys (cui la Fondazione ha già dedicato un’intera monografica).

Articolo pubblicato sul numero 5 di Arte Shop Magazine (23 gennaio 2011). Courtesy of Action Group Editore.

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