16.Gen.11

Karim Rashid per l’Università

Prossima all’inaugurazione, già più volte rimandata, la nuova Stazione dell’Arte sulla Linea 1 della metropolitana di Napoli: in onore della giovane comunità universitaria, Karim Rashid ha messo in cena una multiforme celebrazione del dinamismo e della flessibilità introdotte dalla nuova era digitale.

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Come d’altronde è proprio dell’intera impresa costruttiva denominata “Linea 1”, anche la storia della nuova stazione Università della metropolitana partenopea si contraddistingue per ritardi e complicazioni. Inutilmente annunciata dalla stampa prima a marzo 2010 e il 18 dicembre poi, l’apertura della fermata è stata in ultimo prevista per la fine di questo mese, come dichiarato dallo stesso Presidente di Metronapoli Gian Egidio Silva. L’attesa per l’inaugurazione degli estrosi spazi di Karim Rashid è in effetti ormai alle stelle, dal momento che l’ultima realizzazione facente parte del progetto “Stazioni dell’Arte” (la fermata di piazza Dante firmata da Gae Aulenti) risale al 2002.

L’eccentrico designer anglo-egiziano, ma canadese d’adozione, ha ancora una volta risposto alla  commessa secondo i “canoni” (se così è possibile definirli) che contraddistinguono la sua prolifica produzione: cromia vivace, volumi fluidi e dinamici, puntuali rimandi alle contemporanee tecnologie informatiche. Presupposti ampiamente condivisibili dall’utenza che si avvarrà della stazione di Università che, come già anticipa la sua denominazione, è costituita da una comunità accademica multiculturale. Gli spazi della metropolitana intendono quindi concretizzare, letteralmente, il sapere della nuova era digitale, il linguaggio globale e la mobilità delle innovazioni. Già lungo la discesa verso le banchine, il passeggero si muoverà parallelamente lungo un percorso mentale: sottolineato inizialmente dai neologismi dell’ultimo secolo stampati sulle mattonelle ai muri, all’altezza dell’atrio si configura invece come una rete neurale, con tanto di sinapsi cerebrali trasfigurate in una scultura astratta; fino a giungere allo “stato di riposo” che corrisponde all’ambiente in cui si attende l’arrivo del  treno, dove l’impressionante palette di motivi e colori del piano superiore si stempera in una luce soffusa.

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