18.Ott.07

Tony Cragg, Material Thoughts – Fondazione Stelline, Milano

Un percorso dove anche le opere più imponenti trovano un’ambientazione naturale. Una passeggiata tra sale e cortili in cui s’incontrano nuove forme di ancestrale memoria, dove la geometria è struttura di un organismo futuro, comunque […]

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Un percorso dove anche le opere più imponenti trovano un’ambientazione naturale. Una passeggiata tra sale e cortili in cui s’incontrano nuove forme di ancestrale memoria, dove la geometria è struttura di un organismo futuro, comunque possibile.

La produzione degli ultimi vent’anni di Tony Cragg (Liverpool, 1949), così com’è ripercorsa alla Fondazione Stelline, è tutta informata dalla suggestione per la forma e la materia. A partire dalle Early Forms degli anni Ottanta, la svolta forse più evidente nella carriera dell’inglese, si dipana una ricerca etica, quasi scientifica, stranamente sospesa tra concettualità metodica e concretezza dei risultati. L’uomo a confronto con il proprio futuro materiale.

L’iniziale riferimento dello scultore è un Duchamp molto reinterpretato, trattato alla stregua di un repertorio di idee, riconducendo il frammento usato ed abusato ad una concezione formalista, se non addirittura ottica. Il successivo addentrarsi nel regno della tridimensionalità segna sempre più marcatamente un contraddittorio ritorno a certe reminiscenze giovanili, la levigatezza scostante degli oggetti minimalisti come anche il vitalismo delle forme antropomorfe di Henry Moore. Jon Wood non manca di notare che “Cragg è uno scultore che realizza ancora sculture isolate e che rifiuta di accettare il predominio del ready-made e delle installazioni.” Quello che può suonare retrogrado, il recupero di un concetto di scultura tradizionale, come oggetto chiuso in se stesso ed offerto alla contemplazione, si traduce invece in una piena maturazione dei mezzi espressivi di Cragg.

Non è di certo contemplato il ritorno alla figurazione, vero caput mortuum della scultura contemporanea. La forma si evolve scevra da riferimenti reali, eppure reale essa stessa, propositiva attraverso una serie di istanze formali innovative. Il dinamismo si esprime non solo mediante le teoricamente facili soluzioni multi-assiali, tecnicamente comunque pregiate. E’ una concezione profonda, una mentalità per cui la forma non è scelta nella sua compiutezza anche utilitaria, quanto nella fase di transizione, in potenza e non in atto. Ulrich Wilmes conferma: “Il significato di un oggetto emerge quindi dalla sua relazione materiale con un mondo visivo, che non è statico ma in costante sviluppo e diversificazione.” Ecco allora l’elezione del contenitore ad elemento di studio, il recipiente come espressione dell’ambiguità della forma che non si chiude pur non essendo aperta, che è volume e superficie estesa, nastro di Moebius senza soluzione di continuità.

Non si può più parlare di scultura classica nel momento in cui la sua reinterpretazione comporta la sconfitta del senso della vista a favore della motorietà, perchè per comprendere appieno opere strutturalmente complesse come Turbo (1999) e Declination (2004) bisogna saggiarne l’espansione spaziale, persino il ripiegamento interno. Il connubio di indagine formale e materica segna infine il massimo raggiungimento poetico di Cragg, quella sensibilizzazione estrema alla causa del mondo materiale assunto in piena coscienza etica. L’opera Divide (2006) è una colata di acciaio lasciata allo stato di ipotesi, eppure idea formale così forte da giocare incessantemente con le condizioni di luce esterne, svanire assorbita nei riflessi del sole o solidificarsi a contatto con l’ombra. Una dinamicità degna di Boccioni e Brancusi, una sottigliezza interpretativa che opere più aggiornate ai registri della violenza materica, vedasi Formulation (Stance), non riescono neppure ad avvicinare.

TONY CRAGG. Material Thoughts

27 settembre – 25 novembre 2007

Fondazione Stelline: Sala del Collezionista, Chiostro della Magnolia, Orti di Leonardo

Milano, corso Magenta 61 [Fermata MM Rossa Cadorna]

ORARI: martedì – domenica 10 – 20 (lunedì chiuso)
BIGLIETTI: Euro 6,00; ridotto Euro 4,00; scuole Euro 2,00
Informazioni: 02 45462411; fondazione@stelline.it
Sito internet: www.stelline.it
Prenotazioni: 899666805* / www.vivaticket.it
Catalogo ELECTA (Euro 30 in mostra; Euro 35 in libreria)
Ufficio stampa: CLP Relazioni Pubbliche
Curatore: Ludovico Pratesi

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