02.Dic.08

Il Museo Civico “Guido Sutermeister” nella Rete Museale dell’Ottocento Lombardo

Legnano è l’unica città dell’Alto Milanese a vantare un istituto museale all’interno del nuovo progetto culturale promosso dalla Regione Lombardia Verrà presentata mercoledì 3 dicembre, presso il meneghino Spazio Oberdan, l’ultima iniziativa promossa dalla Regione […]

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Legnano è l’unica città dell’Alto Milanese a vantare un istituto museale all’interno del nuovo progetto culturale promosso dalla Regione Lombardia

Verrà presentata mercoledì 3 dicembre, presso il meneghino Spazio Oberdan, l’ultima iniziativa promossa dalla Regione Lombardia per la promozione del patrimonio artistico, la cosiddetta “Rete Museale dell’Ottocento lombardo”: 15 istitituzioni, depositarie delle opere più fondanti per la modernità del territorio, vanno a costituire una sorta di laboratorio per il confronto, lo studio e la ricerca attorno ad un secolo capitale per la storia della Regione.
La Rete si rivolgerà a un pubblico variegato attraverso proposte diversificate; si va dalla conduzione di ricerche scientifiche incrociate, che valorizzino i luoghi agli occhi della comunità di studiosi, alla produzione di strumenti didattici rivolti agli studenti; infine, la proposta di percorsi tematici permetterà agli appassionati di elaborare una conoscenza artistica estesa sul territorio, a partire da Milano verso l’esterno.
Difatti, se vengono contemplati enti museali e collezioni della Milano storica quali la Pinacoteca e l’Accademia di Brera, o la GAM e Palazzo Isimbardi, la Rete si estende fino a comprendere i Musei Civici di Monza, Pavia e Varese.

Con grande orgoglio della cittadinanza, nel progetto viene annoverato anche il Museo Civico “Guido Sutermeister” di Legnano, unico esponente dell’Alto Milanese nella Rete. Costruito nel 1928 sulla pianta della quattrocentesca dimora dei Lampugnani, il Museo è dedicato alla memoria dell’ingegnere Sutermeister che, in qualità di studioso appassionato, diede il maggiore contributo alla costituzione delle raccolte d’arte (1925-1964), offrendo la prima panoramica sulla produzione conservata nel legnanese.
Oltre al materiale archeologico, prevalente, vale la pena ricordare il “salone d’onore” e le 3 grandi tele firmate da Gaetano Previati che vi hanno trovato collocazione: la “Preghiera” (1916 – 17), la “Battaglia” (1915 – 16) e l’incompiuta “Vittoria” (1917) costituiscono il cosiddetto “Trittico della Battaglia di Legnano”, dedicato all’evento storico che ebbe luogo il 29 maggio 1176.

L’accenno a Previati non è casuale, dal momento che la biografia di questo pittore è rappresentativa del succedersi di correnti artistiche a Milano durante l’Ottocento, pur se l’autore nacque a Ferrara nel 1852. Previati si formò difatti proprio all’Accademia di Brera, periodo durante il quale ebbe modo di partecipare al movimento artistico e letterario della Scapigliatura, importante equivalente milanese dei bohemien parigini. Passata la fase di ribellione pseudo-romantica entro la quale pur si trovano i maggiori intellettuali dell’epoca (Tarchetti e Dossi per la letteratura, Cremona e Ranzoni per la pittura, persino un giovane Puccini ai suoi primi passi nella musica classica), Previati prosegue il suo percorso fino a raggiungere l’avanguardia contemporanea, rappresentata alla fine del secolo dal divisionismo simbolista: il ferrarese ne elaborerà una variante personale, nella quale la straordinaria luminosità si fa efficace corrispettivo visivo, se non tangibile, all’anelito di spiritualità che contraddistingue la cultura europea, nel momento in cui reagisce alla presupposta scientificità impressionista.

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