12.Set.10

Jardin des plantes

La serra ha riaperto a Parigi dopo il rinnovamento degli interni firmato LAN Architecture: lo studio di Jallon e Napoletano si è aggiudicato il concorso promosso dal Museo Nazionale di Storia Naturale e, con esso, un intervento che si è protratto per tre anni, fino al giugno del 2010.

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Lo studio LAN Architecture si è aggiudicato il concorso promosso dal Museo Nazionale di Storia Naturale per il rinnovo delle serre conosciute a Parigi come Jardin des plantes: rimasti chiusi per oltre cinque anni, questi spazi hanno ora recuperato tutto il loro prestigio grazie a un esteso intervento, che ha avuto inizio nel 2007 e si è da poco concluso con la riapertura ufficiale del complesso, il 2 giugno di quest’anno.
Al giovane studio fondato dagli architetti Benoit Jallon e Umberto Napoletano è stato quindi affidato il recupero degli ambienti interni dei Jardin des plantes, il cui susseguirsi va a costituire una superficie totale di oltre 1800 metri quadri.

Enfatizzando la distinzione tra serra e museo, lungo i corridoi dei Jardin des plantes è possibile avere un contatto diretto con le specie presenti, facendone un’esperienza coinvolgente che parte appunto dalla condivisione dello stesso ambiente, all’interno del quale i visitatori si trovano immersi.
Al suo interno, LAN ha creato una serie di passaggi, un itinerario attraverso il quale le serre si schiudono l’una nell’altra pur mantenendo ciascuna una propria riconoscibilità, grazie all’utilizzo di un motivo, una forma specifica o un colore, che sottolinea i peculiari contrasti del mondo vegetale. Il progetto di LAN si basa infatti sul principio della dissoluzione dei limiti strutturali delle serre: colori, forme e materiali si mischiano e i sentieri risultano perfettamente integrati all’ambiente che li ospita, mentre l’illuminazione sottolinea la maestosità delle piante pur rispettando la luce naturale.
È all’eccezionale lussureggiare della vegetazione che viene infatti data precedenza, a discapito di un’architettura ostentata che sarebbe andata invece a detrimento della destinazione d’uso. Le caratteristiche di ciascuna delle quattro serre emergono chiaramente nella mescolanza totalizzante di spazi e percorsi.

Lo stesso calcestruzzo impiegato per i sentieri presenta quattro diversi trattamenti. All’interno della serra che riproduce l’ambiente tropicale, è stato colorato durante la premiscelazione e steso in strisce di differenti lunghezze, alternate al terreno nudo: i bordi del sentiero perdono così di definizione, ma con il tempo anche il percorso acquisirà una sorta di patina superficiale, mentre piante e fiori vi si infiltreranno.
Lo spazio dedicato all’ambiente desertico presenta un calcestruzzo di colore chiaro, che contribuisce ad accentuare l’atmosfera, già abbagliante, caratteristica di questo padiglione immerso nella luce del sole. Nella serra dedicata alla storia naturale il cemento assume invece fogge capaci di conciliarsi con la pietra listata che delimita il percorso, presente ai suoi bordi da un secolo.
Il padiglione intitolato alla Nuova Caledonia, infine, è attraversato da un’elegante passerella su cui sono incisi motivi tratti dalla cultura Kanak, illuminata dal basso.

Progettisti: LAN Architecture (Lead Architect), BETHAC (Fluids)
Crediti fotografici: Julien Lanoo

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