27.Lug.10

La Black Sea University di Tbilisi (Georgia)

Lo studio F&P Freyrie e Pestalozza Architetti Associati ha progettato il masterplan e gli edifici più rappresentativi di un campus universitario che arriverà a ospitare 15mila studenti: ricusato un linguaggio magniloquente, l’architettura si propone di favorire la crescita culturale e l’interazione tra i suoi ospiti.

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È giunta alla fase di cantiere l’iniziativa fortemente voluta dal Presidente georgiano per la città di Tbilisi: l’apertura di un’università, capace di accogliere inizialmente 5mila studenti per ampliarsi fino a ospitarne in futuro il triplo. Sostenuta dall’investimento di una Fondazione turco-georgiana, entro la fine del 2010 il campus universitario vedrà conclusi i lavori per la realizzazione del rettorato, del centro congressi e della biblioteca, i tre edifici più rappresentativi del complesso, progettati dallo studio F&P Freyrie e Pestalozza Architetti Associati insieme al masterplan.
Ogni manufatto è stato trattato in relazione all’organismo unico rappresentato dall’università, dal quale il singolo edificio si discosta in virtù delle proprie funzioni specifiche e dei conseguenti approcci formali. Il masterplan nel suo insieme si inserisce a sua volta in un progetto paesaggistico volto a riqualificare quest’area periferica della città, localizzata sull’asse tra l’aeroporto e il centro.

Vista

Secondo gli architetti, un luogo dedicato alla crescita culturale deve favorire lo studio, la concentrazione e la serenità, non dimenticando però che tra le funzioni rientrano anche la socializzazione e lo scambio. Il tema alla base del progetto, che si è avvalso del contributo di Michele De Lucchi, è lo scorrere della vita all’interno del campus, senza soluzione di continuità, dove le funzioni si alternano evitando la desertificazione in particolari momenti della giornata.
Il linguaggio architettonico adoperato sottolinea questa volontà di fornire spazi che richiamino l’utenza, per lo studio o la socialità: il ruolo simbolico dei alcuni dei volumi viene sottolineato, senza però che si faccia ricordo ad alcuna magniloquenza. Il rettorato, il centro congressi e la biblioteca sono quindi il segno forte che rappresenta l’istituzione culturale, pur rifuggendo dalla tentazione del gigantismo o dell’individualità a scapito del rigore formale. Il progetto ha ricercato allora soluzioni fattibili, in termini di costi e tecnologie, nell’area dell’intervento.

Quota superiore

Gli edifici compresi nel campus, che dispone di aree a verde e un lago artificiale, sono collegati anche mediante percorsi ipogei, attrezzati con attività commerciali. Alla stessa quota, si trovano inoltre la mensa e una vasta piazza, le cui aperture consentono la penetrazione della luce. Se gli spazi aperti sono impreziositi dall’utilizzo della pietra, i materiali che conoscono il più largo impiego sono acciaio, legno e vetro.
La presenza dei portici, gli ampi aggetti di gronda in dotazione alla biblioteca e al centro congressi, oltre a caratterizzare gli edifici contribuiscono soprattutto al risparmio energetico, abbattendo l’incidenza solare sulle superfici. Entrambi i volumi dispongono di una doppia pelle per la mitigazione climatica e di coperture predisposte all’installazione di pannelli solari. Impianti geotermici sono invece collocati nel sottosuolo, mediante la realizzazione di passaggi atti a mediare le temperature in estate e inverno.

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