19.Nov.08

ll caso di Eluana Englaro continua a suscitare polemiche

Ho scritto stamattina questo articolo cercando di essere il più imparziale possibile, a tal fine riportando quante più informazioni e opinioni sono riuscita a reperire. Questo perchè ho il fermo sospetto che della vicenda si […]

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Ho scritto stamattina questo articolo cercando di essere il più imparziale possibile, a tal fine riportando quante più informazioni e opinioni sono riuscita a reperire. Questo perchè ho il fermo sospetto che della vicenda si stia facendo opinionismo e opera di strumentalizzazione, soprattutto da parte di una certa fazione, indi mi pare giusto riportare qualche fatto prima di sostenerne un qualsiasi pensiero a riguardo. Eccovi quindi gli ultimi sviluppi della vicenda. Buona riflessione.

Bagnasco della CEI parla di eutanasia e le associazioni italiane si rivolgono alla Corte Europea di Strasburgo, mentre il padre Beppino cerca una struttura disposta a dar corso alla sentenza della Cassazione

Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), ha dichiarato in un’intervista a Radio Vaticano che la sentenza emessa dalla Cassazione in merito all’alimentazione forzata di Eluana Englaro, in stato vegetativo da oltre 16 anni, presenta “un rischio molto grave e evidente” di eutanasia, “in quanto sospendere l’idratazione e la nutrizione e’ sospendere le funzioni vitali di una persona umana, al di la’ della sua situazione fisica, di salute. Quindi, queste funzioni non possono assolutamente essere considerate delle terapie, dei farmaci invasivi o straordinari.” In questo, il Presidente della CEI segue quanto già dichiarato da mons. Mauro Cozzoli, docente di teologia morale alla Pontificia Università Lateranense, che ha precisato non si possa parlare di accanimento terapeutico nei confronti della Englaro, dal momento che “Eluana è viva. E se è viva è persona, non meno di ogni altra che gode di ottima salute. E’ per questo che privarla dell’acqua e del cibo è sopprimerla”, con questo equiparando la decisione della magistratura a una “sentenza di morte”.

Bagnasco prosegue appoggiandosi al recente glossario, pubblicato dalla Commissione nominata dal Ministero del Welfare e diretta dal sottosegretario Eugenia Roccella, che ha voluto precisare definizioni quali “stato vegetativo”, “coma” e “morte cerebrale”. A tal proposito il cardinale sottolinea appunto che “pur essendo poche le possibilità di recupero, lo stato vegetativo non può mai essere definito irreversibile”, per cui è necessaria “un’ assoluta cautela con cui dobbiamo affrontare questi temi della vita e della morte”.

La Commissione confuta l’irreversibilità dello stato in cui si trova la Englaro da oltre un decennio, sottolineando come ci siano casi di risveglio dallo stato vegetativo anche a distanza di lunghissimo tempo e la diagnosi di “permanenza” della condizione clinica sia espressa in termini probabilistici, non assoluti: di fatto, la sopravvivenza di Eluana non è legata ad alcun macchinario perché il suo sistema nervoso controlla ancora le funzioni vitali, ma la paziente vive in stato di totale incoscienza di sé e dell’ambiente, con cui non è in grado di interagire in alcun modo (si parla di rigidità, incontinenza, assenza di movimento oculare, frequente incapacità di deglutire). Quando poi si parla dei casi (“molto rari”) di recupero da questa presunta “permanenza” dello stato, la Commissione deve comunque riconoscere che le possibilità sono sempre minori più passa il tempo; non solo, le letteratura che esamina il risveglio dopo un lungo termine lo fa in casi la cui distanza massima dal danno cerebrale si attesta a un anno.

Ben altra è la durata della condizione di Eluana. Il professor Carlo Alberto Defanti, neurologo un tempo primario dell’ospedale Niguarda di Milano, segue la paziente dal 1995 e spiega a tal proposito: “Noi sappiamo che ormai sta avvicinandosi ai 17 anni, per cui su base probabilistica la possibilità di ripresa minima di coscienza da parte di Eluana si avvicina a zero”. Seppure la medicina non si può quindi esprimere in termini assoluti, il professore ricorda come la Corte Suprema degli Stati Uniti abbia autorizzato, già nel 1990 per Nancy Cruzan, la sospensione dell’idratazione e dell’alimentazione artificiale, replicando in tal modo alle recenti dichiarazioni del cardinal Ruini.

Proprio le modalità con cui Eluana Englaro smetterà di vivere sono oggetto della contestazione attuata da 34 associazioni italiane, impegnate per la difesa della vita a oltranza, che hanno presentato ricorso urgente presso la Corte Europea per i Diritti dell’uomo. Nella speranza che Strasburgo riconosca l’urgenza del ricorso e obblighi l’Italia a sospendere l’attuazione della sentenza della Cassazione e il conseguente distacco del sondino cui è attaccata Eluana, i rappresentanti legali (Elefante e Granata) sostengono che lo Stato stia di fatto violando gli articoli 2 e 3 della Convenzione europea: il diritto alla vita e il divieto alla tortura.
Ancora Defanti ha sottolineato in merito a questo punto: “Non ci sarà fame e sete, ci sarà invece disidratazione, perché questo è il meccanismo attraverso il quale la sospensione dell’alimentazione artificiale porterà Eluana alla conclusione della sua vita. Da un punto di vista teorico non è possibile dire se, nonostante i danni devastanti al cervello, la paziente possa avere qualche forma di sensazione. Tuttavia, probabilmente c’è una disconnessione fra la corteccia cerebrale e gli stimoli che arrivano dal mondo esterno e dal mondo interno, per cui abbiamo tutte le ragioni di ritenere che Eluana si trovi in uno stato paragonabile a quello in cui si trova una persona in anestesia generale e quindi non soffrirà. Nel dubbio, sono a favore della somministrazione di piccole dosi di analgesici sedativi, in modo da eliminare anche quest’ipotetica sofferenza”.

Resta da vedere cosa decideranno i magistrati di Strasburgo sulla questione di principio: le associazioni non possono difatti fare ricorso per il caso specifico di Eluana, non avendo nessun potere decisionale in merito alla sua vita, per la quale la stessa paziente aveva espresso precise volontà ai tempi in cui era ancora cosciente. Volontà che ora i genitori, in quanto unici tutori di Eluana, stanno cercando di far rispettare con determinazione, nonostante ancora nessuna struttura clinica in Italia si sia ufficialmente offerta di ospitare la ragazza per il decorso clinico.

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