07.Lug.10

Abitare a Milano / 1 – via Civitavecchia

Il progetto dello studio Consalez Rossi architetti associati, con Vudafieri Saverino Partners, media tra il Parco Lambro e la città, creando sullo stretto lotto a disposizione un complesso digradante che comprende due tipologie residenziali e una serie di servizi.

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Una delle otto aree di progetto interessate dal Concorso Internazionale Abitare a Milano, bandito dal Comune di Milano per la creazione di nuovi insediamenti di edilizia sociale, è costituita da un terreno di due ettari afferente via Civitavecchia, sul limitare del Parco Lambro.
Tra le preesistenze che definiscono la zona, abbiamo da un lato la sede di RCS MediaGroup e l’adiacente parcheggio, mentre sull’altro versante è collocato un quartiere di case popolari. In questo lotto stretto e lungo è intervenuto lo studio Consalez Rossi architetti associati, in collaborazione con Vudafieri Saverino Partners, per realizzare un nuovo quartiere residenziale comprensivo di servizi.

Planimetria_concorso

L’area di progetto è stata interpretata come una zona filtro tra parco e città, il cui limite reciproco è indicato da una sorta di diga che, oltre a indicare la quota superiore su cui poggiano le abitazioni (al sicuro dalle esondazioni del Lambro), segna anche un metaforico abbraccio tra lo ying e lo yang delle due realtà paesaggistiche: il quartiere si allarga nel parco e questo, a sua volta, si protende verso la città. Il nuovo complesso si propone di seguire il progressivo digradare di un contesto nell’altro, motivo per cui sul fronte della città si attesta l’edificio a torre, che si contrappone al volume di un solo piano completamente integrato, invece, con il parco.
Vero landmark urbano, l’edificio a torre ha l’aspetto di un blocco disegnato, dal carattere quasi scultoreo. Grazie a un sistema di finestre, bucature e vegetazione verticale, che interrompe la continuità delle facciate, si presenta inoltre come una porta d’accesso al parco per gli osservatori provenienti da via Civitavecchia e dalla fermata metropolitana di Crescenzago, un’anticipazione dei rinnovati caratteri della stessa area verde.
L’edificio nel parco, invece, trae ispirazione dal modello dell’hammam ed è stato non a caso denominato Casa dell’acqua, concentrando al suo interno tutta una serie di servizi rivolti alla città, come se svolgesse la funzione di centro benessere: sono presenti vasche idromassaggio, saune, piscine, idroterapia, bagno turco, un bar e un ristorante.

Casa torre, edificio residenziale

Le residenze adottano due tipologie architettoniche: la casa a torre per l’edilizia convenzionata e un edificio in linea per le case di ALER, le cosiddette residenze popolari. Queste sono disposte su tre stecche parallele di cinque piani ciascuna, basate sulla combinazione modulare di sei diversi tipi di alloggi. Sovrapposte, le unità abitative vanno a creare ampie logge a doppia e tripla altezza, che creano dei vuoti in facciata e ampliano le possibilità di personalizzazione degli alloggi in base alle esigenze dei condomini. Anche per i servizi si è pensato a una redistribuzione su tutti i piani delle stecche, fino alla copertura interamente dedicata a usi collettivi. I tetti abitati ospitano infatti la sala comune e ampie terrazze, corredate da giardini pensili e un chiostro, pensato per le attività ricreative dei bambini.

Crediti:
Committente: Comune di Milano
Progetto architettonico: Consalez Rossi architetti associati, Vudafieri Saverino partners
Gruppo di progettazione: Lorenzo Consalez, Marcello Rossi, Claudio Saverino, Tiziano Vudafieri, Francesca Peruzzotti, Andrea Starr Stabile
Collaboratori: Alberto Belli, Prisco Ferrara, Chiara Fiore, Elena Gelmetti, Enrico Scaramellini, Daria Trovato, Camilla Vecchi
Progetto strutture: ORPE srl, ing. Orlandini
Impianti meccanici: DIGIERRE3
Impianti elettrici: Radaelli associati
Impresa: Impresa Fantin Costruzioni, Impresa ICG
Crediti fotografici: Guido Clerici, Paolo Riolzi, Lorenzo Consalez

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