25.Giu.10

Il Teatro dell’Accademia di Belle Arti di Napoli

Appena inaugurato dopo l’intervento di rifunzionalizzazione, realizzato dallo studio Alvisi Kirimoto + Partners, la struttura si apre alla comunità con un programma di spettacoli, volto a conciliare la tradizionale vocazione alla didattica con il mondo dei professionisti.

By

Al termine dei lavori di ripristino, durati poco meno di un anno, il Teatro dell’Accademia di Belle Arti di Napoliè stato presentato nella nuova veste, secondo il progetto ideato dallo studio romano Alvisi Kirimoto + Partners, che ha ricevuto l’incarico dal Provveditorato alle Opere Pubbliche di Napoli. Il luogo è da tempo il simbolo di una didattica d’eccellenza, specie per la presenza della celebre scuola di Scenografia; alla vocazione per la ricerca si affianca ora un programma di spettacoli con il quale il Teatro si apre alla comunità.

L’intervento di restauro ha sviluppato quindi due principi progettuali: il rispetto della storicità dell’edificio e la creazione di un luogo che favorisse un contatto diretto tra attore e spettatore. L’Accademia viene storicamente identificata con l’exconvento di San Giovanni delle Monache, complesso monumentale del Seicento, sul cui chiostro centrale si affaccia il Teatro, ubicato nell’ala destra della costruzione. Gli architetti hanno quindi prioritariamente fatta propria la ricchezza del luogo, del quale hanno poi cercato un’interpretazione contemporanea e tecnicamente sostenibile.

Corte dell'Accademia

I lavori si sono concentrati attorno agli spazi della scena e della platea, estendendosi fino al foyer, alle aree di passaggio e a quelle di servizio. Sono state innanzitutto rimosse le superfetazioni, stratificatesi in modo eterogeneo negli anni: per gli interni ripuliti si è scelto allora una ridefinizione estetica rigorosa, affidata a pochi elementi materiali, capaci però di migliorare le prestazioni acustiche della sala e ottimizzare la visibilità dalla platea.
In quest’area sono state rimosse le chiusure murarie, ripristinando gli ampi finestroni ad arco che collegano visivamente lo spazio con gli esterni dell’Accademia e della città. Dal profilo delle finestre è derivato poi il disegno dei nuovi pannelli acustici, concepiti come una sorta di fogliame ligneo. Volutamente, resta visibile al di sopra dei pannelli il cassettonato superiore, che arricchisce il volume di un ulteriore livello di lettura: il soffitto esistente e quello sospeso, di nuova costruzione, s’incontrano nella comune matrice geometrica e modulare, che sembra riprodursi all’infinito. La resa prospettica del soffitto è in effetti notevole, grazie agli effetti di luce proiettata lungo la curva acustica, che movimentano la pennellatura.
Il disegno sulla parete di fondo riprende il concept del controsoffitto: i pannelli hanno un’inclinazione di circa 3 gradi e un andamento crescente verso il centro, punto di massimo distacco dalla parete, che permette la rifrazione del suono verso gli spettatori in fondo alla sala.

Platea

Il progetto punta inoltre a rendere più visibile il palcodalla platea: la pedana e il pavimento sono stati sostituiti da un unico impalcato, mentre le sedute in pelle bianca sono posizionate sui gradoni in file sfalsate.
L’impatto generale della sala riprende, nella sua bicromia, l’alternanza dei bianchi e dei grigi tipica degli interni dell’Accademia. I piani orizzontali (soffitto e pavimentazione) si distinguono infatti cromaticamente dalle pareti bianche, quasi ne fossero staccati, sospesi. La sala diventa così una vasca scura che termina prospetticamente nel palcoscenico, caratterizzata dall’uso del rovere grigio.

Tag:, , , , , , ,

Post a Comment

Your email is never published nor shared. Required fields are marked *

*
*

Tag Cloud

 

Featured picture
Licenza Creative Commons
La Traccia by Caterina Porcellini is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported License.
Software Design & Development StefanoAI