19.Giu.10

Ex Centrale Termica a Pero: recupero e ampliamento

L’intervento realizzato da TME Architects (studio specializzato nell’impiego di tecnologie abitative sostenibili) sfrutta le componenti paesaggistiche “naturali” per un edificio prestante sul piano energetico che conservi nel contempo traccia della precedente destinazione d’uso

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Facendo capo al nuovo polo fieristico di Rho, l’hinterland a nord-ovest di Milano è stata oggetto, negli ultimi anni, di un profondo rinnovamento: molte sono le aree dismesse che hanno conosciuto un cambio nella destinazione d’uso, dopo essere state riqualificate. Nello specifico, l’edificio su cui è intervenuto l’architetto Edoardo Fioramonte (di TME Architects, studio specializzato nell’impiego di tecnologie abitative sostenibili) ospitava una centrale termica, che serviva un’area di 250mila metri quadri, mentre ora vi sono allocati gli uffici della società IRIS Srl.

stato di fatto

La riqualificazione non ha cancellato, dal manufatto industriale, le tracce del suo passato. Lo si rintraccia facilmente guardando alle pompe idrauliche, come alla stessa forma dell’edificio: regolare, compatta, concepita per scoraggiare le dispersioni; presenta un lato lungo di dieci metri e un’ampia vetrata sul versante a sud. Si è scelto di mantenere anche questo elemento, oltre alla struttura portante, lasciandolo libero da impedimenti durante la stagione invernale, mentre in estate interviene sulla vetrata la schermatura di brise soleil.
Nella valutazione del comportamento energetico dell’edificio (di cui era responsabile l’architetto Alessandro Rogora), l’esigenza di esercitare il controllo solare incontra così una scelta architettonica che ha contrassegnato il progetto sin dalla prima concezione: a ispirarlo infatti è l’inclinazione dei raggi del sole in estate, ripresa dalla posizione dei tubolari portanti in ferro, che sorreggono il piano intermedio e più sopra l’aggetto in copertura, realizzato per la gestione delle radiazioni solari passanti per la vetrata dell’attico.

Idea progettuale

L’introduzione del piano intermedio costituisce uno dei cardini dell’intervento, volto ad aumentare la superficie utile calpestabile. Questo livello si affaccia sul piano terra a doppia altezza, sfruttando un’altezza diversa per sottolineare la differenza nella destinazione d’uso. Di nuova realizzazione sono anche un ulteriore piano di elevazione, un volume adiacente alla preesistenza e un piccolo interrato, che serve da dissipatore termico.
Esso consente all’ambiente un raffrescamento naturale e la sua azione va a completare quella del sistema di schermatura, che d’estate blocca l’ingresso di quei raggi solari che superano in altezza la linea d’orizzonte, mentre in inverno conduce parte delle radiazioni verso il soffitto, combinando questi apporti gratuiti di calore con il sistema radiante pensato per il riscaldamento.
Le potenzialità dell’esposizione, in grado di fornire una grande irradiazione a sud, vengono così pienamente sfruttate. La dispersione del calore, già minimizzata grazie alla forma compatta dell’edificio, è stata ulteriormente ridotta impiegando il polistirene espanso sia nella soletta di copertura che nelle pareti verticali, tutte caratterizzate da una bassa trasmittanza termica (rispettivamente, del valore di 0,17 e 0,21 W/m2k).


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